Una giornata all’insegna della scoperta, della condivisione e della solidarietà per i piccoli pazienti del reparto di Oncoematologia pediatrica dell’ospedale Di Cristina di Palermo. Sabato 9 maggio si concluderà nella sede di Marevivo, al Circolo Velico Sferracavallo, il progetto “Verde come le alghe, blu come il mare, bianco come le vele”, nato per avvicinare i bambini ricoverati al mondo del mare e ai suoi ecosistemi.
L’iniziativa punta a offrire ai piccoli pazienti un momento di svago e apprendimento insieme a genitori e insegnanti, attraverso attività dedicate alla biologia marina, alla tutela ambientale e alla conoscenza dei fondali siciliani.
Il progetto è ideato dalla scuola “Lombardo Radice” e coinvolge la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, Marevivo Sicilia, il Circolo Velico Sferracavallo e l’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia.
Il mare come esperienza educativa
Durante la giornata conclusiva, i biologi accompagneranno i bambini delle scuole elementari alla scoperta delle specie marine e dei segreti dei fondali. I ragazzi più grandi potranno invece immergersi virtualmente nei fondali siciliani grazie ai visori con video a 360 gradi presenti nella “Stanza del Mare”.
In programma anche la liberazione di una tartaruga marina dall’accesso al mare del Circolo Velico di Sferracavallo, attività realizzata grazie alla collaborazione con l’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia.
Spazio anche alla creatività dei bambini, che esporranno gli elaborati realizzati durante le attività scolastiche in ospedale. I lavori sono stati creati con materiali sanitari di recupero e con il supporto delle insegnanti della scuola “Lombardo Radice”.
Scarpinato: “Vicini a chi vive un momento difficile”
“Portare momenti di svago e di approfondimento – ha dichiarato l’assessore ai Beni culturali e identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato – ci permette di contribuire, assieme agli altri partner, ad assicurare il processo educativo indispensabile per chi sta vivendo un momento di difficoltà e di allontanamento forzato dalle attività formative di tutti i giorni. Un plauso va certamente alle insegnanti che con le loro premurose attenzioni giornaliere, mantengono vivo l’interesse per l’apprendimento in questi giovani scolari, all’interno di una situazione molto complessa e spesso dolorosa. Attenuare la condizione di isolamento e il distacco dai ritmi di vita e dall’esperienza quotidiana imposti dalla malattia, è il contributo che tutte le realtà coinvolte nel progetto vogliono assicurare ai piccoli ricoverati. La cultura del mare, l’archeologia subacquea, la biologia marina e i temi legati all’ecosistema naturale, possono recuperare e mantenere la voglia di comunicare ed apprendere”.
Un progetto per sostenere i bambini ricoverati
Il progetto è nato nel 2014 grazie alla disponibilità del primario Paolo D’Angelo, responsabile del reparto di Oncoematologia pediatrica dell’azienda ospedaliera Arnas Civico Di Cristina di Palermo, insieme alle associazioni di volontariato Aslti e Spya.
L’edizione di quest’anno ha preso il via il 22 aprile. Nella prima fase, gli operatori della Soprintendenza del Mare hanno portato in ospedale attrezzature da immersione e strumenti utilizzati nell’archeologia subacquea.
I bambini hanno così avuto l’opportunità di conoscere i tesori sommersi del mare siciliano grazie a supporti multimediali realizzati appositamente per il progetto. I piccoli pazienti hanno anche indossato attrezzature da immersione progettate per i bambini, vivendo un’esperienza educativa e coinvolgente tra scoperta, inclusione e solidarietà.






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