Ammontano a 1.295.652,89 euro le risorse ripartite in favore del Distretto Socio-Sanitario D26, con Messina Comune capofila, per gli interventi destinati a minori e maggiorenni con disabilità grave: 683.437,29 euro per i maggiorenni e 612.215,60 euro per i minorenni.
Somme importanti, rispetto alle quali lo SPI CGIL Messina ritiene indispensabile che procedure, requisiti e informazioni siano chiari e non lascino spazio a interpretazioni che possano ricadere sulle persone con disabilità e sulle loro famiglie. Per questo il Sindacato ha inviato al Comune una segnalazione sulle incongruenze riscontrate nell’Avviso pubblicato il 30 settembre e nel relativo modello di domanda.
La prima è un errore oggettivo: nell’Avviso risultano invertiti i D.R.S. n. 1255 e n. 1256 del 13 aprile 2026. Il 1255 riguarda i maggiorenni con disabilità grave, il 1256 i minorenni.
Ma è soprattutto il rapporto tra Patto di Servizio e Progetto di Vita a sollevare interrogativi. L’Avviso stabilisce che il beneficiario possa scegliere “alternativamente” tra le due misure. Nella comunicazione pubblicata dallo stesso Comune, invece, si afferma che il Patto di Servizio può essere ricompreso nel più ampio Progetto di Vita.
«Se il Patto può essere ricompreso nel Progetto di Vita, perché nell’Avviso si chiede alla persona di scegliere alternativamente tra i due? Quale indicazione deve seguire una famiglia quando presenta la domanda? – osserva la Segretaria generale dello SPI CGIL Messina –. Non è una differenza formale, da quella scelta può dipendere il percorso assistenziale di una persona fragile».
Lo SPI richiama inoltre l’attenzione sulla formulazione relativa all’accesso al Progetto di Vita, che sembra riferirsi soltanto al riconoscimento previsto dal D.Lgs. 62/2024, cioè alla nuova valutazione di base della disabilità introdotta dalla riforma e affidata all’INPS. La stessa disciplina consente però l’accesso al Progetto di Vita anche a chi possiede una certificazione ai sensi della legge 104 rilasciata prima della riforma. Che cosa accade, allora, a queste persone nell’Avviso del Comune?
Da chiarire anche la richiesta dell’ISEE sociosanitario, prevista indistintamente per i maggiorenni nel modello di domanda. Anche in questo caso la domanda è semplice: l’ISEE è richiesto per accedere a specifiche prestazioni oppure viene posto come condizione anche per il solo avvio del Progetto di Vita?
«Il problema – prosegue la Segretaria generale – non è il singolo refuso. È capire se una formulazione poco chiara possa indurre qualcuno a ritenersi escluso, a presentare una domanda incompleta o a compiere una scelta che non era necessario compiere. Quando si parla di disabilità, anche una disposizione ambigua può diventare una barriera».
Lo SPI CGIL Messina chiede quindi al Comune una verifica tempestiva dell’Avviso e del modello e, qualora le criticità trovassero conferma, la loro rettifica, salvaguardando le domande già presentate e valutando un adeguamento dei termini.
«Su una procedura che riguarda persone fragili e risorse per oltre 1,29 milioni di euro non dovrebbero restare zone grigie – conclude la Segretaria generale –. È necessario che ogni persona e ogni famiglia sappiano con certezza quali siano i propri diritti, quali strumenti possano utilizzare e come accedervi. È su questo terreno che lo SPI intende mantenere alta l’attenzione».
Luogo: Via Peculio Frumentario Pal. Cgil
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