Ancora pochi giorni per conoscere chi sarà il prossimo sindaco di Monreale. Nelle prime ore di lunedì, in piena notte, si potrà avere il risultato del ballottaggio.

Alberto Arcidiacono si presenterà domenica prossima con un vantaggio considerevole su Piero Capizzi. Al primo turno ha riportato 4.460 voti contro i 3.951 dell’avversario, con una differenza di circa 500 preferenze, alle quali si aggiungerà il contributo di Roberto Gambino, che aveva ottenuto la preferenza di 2.923 elettori.

Se sulla carta l’esito dell’incontro potrebbe sembrare già scritto, il 12 maggio ci potrebbero essere interessanti sorprese.

Il ballottaggio rappresenta sempre una nuova sfida, il cui esito potrebbe ribaltare il risultato del primo turno.

Domani pomeriggio Arcidiacono spiegherà alla città, in un incontro pubblico, le ragioni della sua scelta. L’apparentamento con Gambino, gli elementi programmatici condivisi, il contratto di governo che si impegna a portare avanti nei prossimi cinque anni. Una presentazione finalizzata essenzialmente a consolidare intorno alla sua candidatura il consenso raccolto dall’alleato, e rispondere soprattutto a chi, dinanzi a questa prospettiva, aveva storto il naso e rischia di lasciarsi convincere dalle critiche di Capizzi e del suo entourage. Il sindaco uscente sembra in questi giorni molto impegnato a demolire questo apparentamento, almeno quanto è impegnato a spiegare le ragioni della sua ricandidatura.

Ma la partita, come si diceva per nulla scontata, si gioca anche su un altro piano, meno “pubblicizzato”.

Al di là degli apparentamenti, potrebbero (usiamo il condizionale) esserci altri accordi tra i candidati sindaco e alcuni gruppi politici esclusi dalla nuova competizione. Accordi sottoscritti “sottobanco”, perché imbarazzanti o quantomeno difficili da giustificare e sostenere pubblicamente, in evidente contrasto con i comunicati ufficiali o con le posizioni politiche assunte in passato.

Accordi elettorali che potrebbero essere stati fatti quindi all’ombra, e che si giocherebbero intorno all’assegnazione di poltrone rimaste ancora vacanti.

La nuova legge elettorale siciliana consente ai comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, come Monreale, di portare il numero di assessori da 5 a 7, in seguito ad un adeguamento dello Statuto comunale (che al momento ne prevede 6).

Entrambi gli schieramenti, che hanno ufficializzato i 5 assessori designati, si trovano quindi a disposizione ancora due “poltrone” libere, che potrebbero divenire adeguata contropartita in funzione di un appoggio elettorale che, se pur pubblicamente negato, potrebbe materializzarsi il 12 maggio.

Ma un’altra poltrona ancora disponibile e molto ambita è quella del Presidente del consiglio comunale, innanzitutto per l’importanza del ruolo istituzionale ricoperto, ma anche perché garantisce una retribuzione.

Insomma, tre buoni argomenti per spingere qualche grande elettore ad impegnarsi attivamente in questa competizione e non rimanere a guardare.

Sarà soprattutto il risultato che si registrerà in alcune sezioni, specialmente in quelle ubicate nelle frazioni, a rivelare il gioco fatto da chi, in teoria rimasto a guardare da fuori la competizione, si sarà invece schierato a favore di uno dei due contendenti. Così da ricevere, in caso di vittoria, un posto in giunta o nello scranno più alto del consiglio comunale.