Riaccende le polemiche l’ordinanza di Orlando anti-movida che dispone il divieti di circolazione pedonale e veicolare nei luoghi più frequentati dai giovani palermitani fino a fine luglio. Il divieto scatta qualora si verifichi un affollamento all’interno di ciascuna area tale da non consentire l’effettuazione dei servizi di polizia. Resta sempre consentita la possibilità di accesso e deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti nel rispetto delle norme anticovid e del divieto di assembramento.

Il flop dell’ordinanza

Per l’ordinanza è flop. Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando riceve bordate anche dai consiglieri comunali . Quando i locali chiudono e le forze dell’ordine lasciano le piazze, la movida si scatena. Proprietari di locali e residenti stanotte hanno filmato quello che succede in centro storico tra le 2 e le 3 di notte, quando i pub sono ormai chiusi e le forze dell’ordine hanno lasciato le piazze.

Se nella prima parte della serata dell’ordinanza firmata ieri del sindaco Leoluca Orlando funziona – piazze a ingressi contingentati con possibilità di chiusura totale in caso di assembramenti – a tarda sera, quando i controlli non ci sono più, le regole non esistono.

Il caos movida

Da piazza Sant’Anna a piazza Magione, da via Chiavettieri e via Paternostro. I titolari di ristoranti e locali che come prevedono le regole hanno chiuso all’1,30, protestano.

“Le ordinanze adottate dal Comune penalizzano soltanto i locali in regola – dicono – quando noi abbassiamo le saracinesche succede di tutto: ambulanti abusivi con i pozzetti e attività che continuano a vendere alcol sotto banco”, dice Giuseppe Silvestri del locale Cantavespri.

Nei giorni scorsi, l’associazione VivoImpresa ha incontrato diversi comitati di quartiere e rappresentanti dei residenti. La richiesta forte al questore e al prefetto è di soluzioni per garantire decoro e sicurezza. Se le luci spente avevano fatto tornare la paura nelle strade deserte, la ripartenza per il centro storico significa movida violenta e senza controllo.

L’amministrazione Orlando vessa settori già provati

Piazza Sant’Anna, Magione e Vucciria le aree individuate anche in seguito a diversi episodi di violenza registrati nei giorni scorsi ma c’è chi polemizza e chi non vede di buon occhio il provvedimento. Tra i contrari il deputato regionale Edy Tamajo. “La situazione palermitana in merito alla emergenza covid a oggi è un bel sospiro di sollievo per tutti, in una città che ha dovuto subire pesanti restrizioni. Ma questo non vuol dire che bisogna assolutamente abbassare la guardia – dice in una nota -, Non comprendo però, perche’ l’amministrazione Orlando, deve continuare a vessare alcuni settori, che da molto tempo attendono la fine della pandemia, per poter recuperare risorse e buchi di bilancio a causa della chiusura quasi ininterrotta per molti mesi”.

L’annuncio del ricorso al Tar

Secondo il componente della commissione Ambiente e Territorio all’Ars, “non esiste nemmeno un processo di concertazione e condivisione, né con il Consiglio Comunale, né con le commissioni consiliari competenti in merito alla nuova ordinanza sulla movida palermitana”. Intanto, sostiene ancora Tamajo, tantissimi gestori di attività commerciali e da ogni parte della città sono inferociti dall’emanazione di quest’ordinanza. Il deputato annuncia anche un ricorso al Tar.

L’ascia della morte sulle imprese

“L’ascia della morte sulle attività produttive”, così viene definita l’ordinanza di Orlando dalla Lega. Secondo Alessandro Anello, vice presidente della commissione attività produttive a Palazzo delle Aquile e responsabile dell’area metropolitana di Palermo della Lega Sicilia, “Orlando scarica sui titolari di locali e ristoranti tutto il peso del suo malgoverno, facendogli pendere sulla testa sanzioni amministrative pecuniarie da 500 euro a 5.000 euro. Un provvedimento che danneggia solo i locali in regola visto che quando abbassano le saracinesche poi prolifera un po’ di tutto, con l’alcol venduto dagli ambulanti. Il contrasto alla movida selvaggia va fatto con forza ma in sinergia con le forze dell’ordine, inutile farlo con le lancette dell’orologio quasi a rievocare un oscuro e deprimente clima da coprifuoco che nessuno vuole più tornare a vivere”.

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