A cinque giorni dall’anniversario dell’uccisione di Libero Grassi scoppia una polemica fra comune di Palermo e regione siciliana sul recupero e la fruizione del parco cittadino intestato proprio all’imprenditore che disse no al pizzo e venne assassinato.

“Auspichiamo che al più presto il Dipartimento regionale per l’acqua e i rifiuti ci trasmetta la bozza di Convenzione da sottoscrivere, passaggio senza il quale non si può andare avanti nell’importante percorso per il recupero e la fruibilità del Parco Libero Grassi”  dice l’Assessore comunale Giusto Catania in merito alla situazione di stallo del progetto, approvato a novembre dello scorso anno dalla Giunta comunale e finanziato a febbraio dalla Regione, per il recupero dell’area di circa 11 ettari che si trova lungo la costa sud della città.

“Il Comune è pronto alla sottoscrizione della Convenzione – prosegue l’Assessore Catania – ma la stesura del documento è compito del Dipartimento regionale che, ci risulta, in atto è privo di un Dirigente.
Soltanto dopo la stipula della Convenzione, la Regione potrà emettere il Decreto di finanziamento e si potrà quindi dare avvio alla progettazione e realizzazione dei lavori”.

Ma a Catania risponde a stretto giro l’assessore Alberto Pierobon il cui ramo di amministrazione è stato chiamato in causa “La Regione ha già finanziato a Palermo 11 milioni e mezzo di euro per la messa in sicurezza e il ripristino ambientale dell’ex discarica di Acqua dei corsari, dove è prevista la realizzazione del Parco urbano intitolato a Libero Grassi. Si tratta di un’area di circa 11 ettari che verrà recuperata e messa in sicurezza anche attraverso la piantumazione e la realizzazione di barriere protettive”.

“Il decreto di finanziamento – aggiunge – è subordinato alla sottoscrizione di una convenzione che sarà firmata dall’Ufficio competente per le operazioni. Gli uffici mi assicurano che non c’è alcun grave ritardo anche perché nel frattempo il Comune deve preparare il progetto di bonifica esecutivo che deve andare in conferenza di servizi. Ho sentito il dirigente generale del dipartimento Acque e rifiuti, Salvo Cocina, e mi ha assicurato che l’iter va avanti. Il Servizio non è privo di dirigenti perché una volta scaduto il contratto del vecchio responsabile si è subito insediato il nuovo. Ad ogni modo, nell’ottica di una fattiva e leale collaborazione, lunedì verificheremo lo stato delle procedure per restituire prima possibile questa area alla collettività”.