Presunte mazzette alla CTS ambientale: nove indagati, perquisiti casa e studi di Gaetano Armao, coinvolto il deputato MpA Giuseppe Lombardo

Ci furono pressioni di imprenditori e Confindustria sul governo regionale per avere fondi sui rifiuti, le parole dell’ex assessore Armao

Presunte mazzette per i pareri della Commissione tecnico scientifica ambienatel. Sono nove le persone coinvolte fra richieste di arresto, inviti a comparire e perquisizioni. Lo rende nota una secca comunicazione della Procura di Palermo diretta da Maurizio de Lucia. Al centro dell’inchiesta sul un presunto giro di presunte mazzette attorno alla Commissione tecnica specialistica (Cts) per le autorizzazioni ambientali, spuntano la richiesta di arresto per l’ex vicepresidente della Regione, Gaetano Armao, e il coinvolgimento diretto del deputato regionale dell’Mpa, Giuseppe Lombardo.

Il blitz della Mobile e il pool anticorruzione

Questa mattina, i poliziotti della Squadra Mobile di Palermo, guidati da Antonio Sfameni, hanno notificato ad Armao e agli altri indagati la convocazione del GIP per il delicato passaggio dell’interrogatorio preventivo. L’indagine è coordinata dal pool della Procura guidato dalla procuratrice aggiunta Francesca Mazzocco, che ha chiesto l’emissione di misure cautelari non solo per l’ex presidente della Cts, ma anche per una rete di professionisti, pubblici ufficiali e imprenditori che avrebbero beneficiato di favori in cambio di denaro.

Le accuse formali messe nero su bianco dai magistrati vanno dalla corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio alla corruzione per l’esercizio della funzione. Le perquisizioni a tappeto tra uffici pubblici, abitazioni e studi legali a Palermo e Roma si sono rese necessarie proprio per blindare i riscontri probatori ed evitare l’inquinamento delle prove prima del confronto con il Giudice.

Nomi eccellenti e l’asse politico MPA

L’ingresso nell’inchiesta di Giuseppe Geremia Lombardo, noto deputato all’Assemblea Regionale Siciliana tra le fila del Movimento per l’Autonomia (Mpa), fa compiere un salto di qualità politico al fascicolo della Procura. Accanto al deputato e all’avvocato Armao – quest’ultimo figura chiave del governo Musumeci tra il 2017 e il 2022 nonché marito di Giusi Bartolozzi, ex capo di Gabinetto del Guardasigilli Carlo Nordio – compaiono figure di spicco del tessuto imprenditoriale isolano.

L’elenco completo dei 9 indagati per cui la Procura ha sollecitato l’applicazione delle misure cautelari comprende:

  • Giuseppe Argirò (nato a Ventimiglia il 15.09.1969)
  • Gaetano Armao (nato a Palermo il 14.01.1962)
  • Benedetta Veruska Pierpaola Costanzo (nata a Catania il 29.06.1972)
  • Giuseppe Geremia Lombardo (nato a Catania il 07.06.1982)
  • Mario Lupo (nato a Palermo il 16.02.1962)
  • Marco Malacarne Gentile (nato ad Aosta il 22.10.1979)
  • Pietro Luigi Matta (nato a Palermo il 04.09.1956)
  • Sergio Vella (nato ad Agrigento il 09.05.1969)
  • Luigi Zancla (nato a Castroreale il 06.07.1943)

La Procura della Repubblica ha tenuto a precisare che, trovandosi il procedimento nella fase delle indagini preliminari, per tutti i soggetti coinvolti vige rigorosamente il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale terzo grado di giudizio.

Il fulcro del sistema: la “cassaforte” delle autorizzazioni

Il faro degli investigatori si concentra unicamente sulla gestione della Commissione tecnica specialistica (Cts) per le autorizzazioni ambientali regionali, guidata da Armao fino allo scorso agosto. Si parla di un vero e proprio snodo strategico-amministrativo per la Sicilia, l’ufficio da cui passa il semaforo verde per tutti i macro-impianti industriali, energetici e per le energie rinnovabili nell’isola. L’ipotesi degli inquirenti è che dietro il parere tecnico di alcuni dossier potesse nascondersi un sistema illecito ben collaudato.

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