Nuova intimidazione agli esercizi commerciali nel mandamento di san Lorenzo e più precisamente stavolta proprio all’interno del quartiere Zen a Palermo. Il titolare del negozio “il barbiere dello Zen” in via Ludovico Bianchini ha trovato le bottiglie di benzina e la richiesta di 5 mila euro. Si tratta di un esercizio commerciale noto anche perché  il suo titolare ha partecipato a competizioni internazionali ed è stato protagonista di iniziative benefiche. Sono in corso i rilievi da parte della polizia scientifica.

Si tratta di una prosecuzione di una recrudescenza del racket iniziata da tempo e che, nei giorni scorsi, ha visto anche danneggiamenti Un incendio ha danneggiato, infatti, una settimana fa, la pizzeria Ulisse in piazza Rossi a Tommaso Natale. Le fiamme hanno danneggiato la base in legno di un chiosco che si stava allestendo nella spiaggia di Vergine Maria.

Nella pizzeria lo scorso 7 maggio era stata piazzata davanti all’ingresso una bottiglia con dentro la benzina. Una delle tante attività prese di mira dal racket. Un mese prima le bottiglie con il liquido infiammabileerano lasciate davanti alla pizzeria Sunset di Sferracavallo e al bar pasticceria Sweet Life, che si trova di fronte alla chiesa della borgata marinara. Il 14 maggio analoghi raid ai danni dei lidi di Isola delle Femmine e Capaci.

Il ritorno del racket da novembre

Tutto è iniziato a novembre scorso con le bottiglie e la richiesta di pizzo lasciate davanti ai locali di Sferracavallo. Poi sono arrivate le sventagliate di kalashnikov contro una rimessa di auto in via Sferracavallo, il ristorante “Al Brigantino” sempre nella stessa borgata e contro un deposito della Sicily By Car in via San Lorenzo.

Gli altri precedenti

La notte del 30 aprile la sparatoria di via Don Minzoni. La vendetta non si è fatta attendere e si paleso con il  tentato omicidio a colpi di pistola in via Montalbo. Una caccia all’uomo contro Danilo D’Ignoti. Tre persone – Rosario Sposito, Giovanni e Salvatore Gioè – sono state arrestate per quell’episodio e lo stesso D’Ignoti è accusato di essere stato uno degli autori della sventagliata di via Don Minzoni. Via Montalbo ricade nel mandamento mafioso di Resuttana, mentre gli altri episodi sono avvenuti in quello di San Lorenzo. Chi agisce, dunque, va oltre la tradizionale divisione dei confini.

Il 27 maggio scorso sono state bruciate le macchine parcheggiate davanti alla nuova sede di Sicily by car a Villagrazia di Carini, il 6 giugno fa qualcuno ha appiccato il fuoco in un distributore di benzina Capaci, poi l’incendio al ristorante Ulisse e in seguito un nuovo incendio al magazzino della, Sicily by Car.