Via libera dall’Ars alle nuove regole Per l’inserimento lavorativo dei disabili psichici. Un risultato passato sotto silenzio e oscurato dagli scontri politici e da provvedimenti di altra natura. Ma un risultato molto atteso dalle associazioni e dalle famiglie dei pazienti, frutto di una lunga interlocuzione col territorio.

La soddisfazione delle famiglie

“Le associazioni delle famiglie e degli utenti della salute mentale aspettavano da tanto tempo una svolta come questa. Oggi sentiamo che un pezzo importante della nostra lunga battaglia per i diritti, la dignità e l’inclusione è stato finalmente riconosciuto” dice Gaetano Sgarlata – Presidente “Si può Fare per il Lavoro di Comunità ETS”.

“Plaudiamo al lavoro trasversale e traspartitico che ha reso possibile questo risultato. In un tempo spesso segnato da contrapposizioni e divisioni, abbiamo visto forze politiche differenti scegliere di mettere al centro il bene della legge, senza arroccarsi dietro appartenenze o rivendicazioni di paternità. È questo il modo più alto di fare politica quando si parla della vita concreta delle persone”.

Un risultato trasversale fra le forze politiche

Si può Fare ETS ringrazia i deputati che hanno lavorato al provvedimento, in particolare l’Intergruppo parlamentare sulla Salute Mentale guidato dall’onorevole Valentina Chinnici e il capogruppo del Movimento 5 Stelle all’ARS Antonio De Luca, sottolineando il valore del confronto costante con le associazioni dei familiari e degli utenti. Per troppo tempo le persone con sofferenza psichica sono rimaste escluse non solo dal lavoro, ma anche dall’immaginario collettivo di una vita possibile, autonoma e pienamente partecipata. Questa norma afferma invece un principio fondamentale: il lavoro non è assistenza, ma cittadinanza, emancipazione, salute.
Secondo l’ETS, il voto dell’Aula rappresenta anche un segnale incoraggiante per il futuro delle politiche sanitarie, sociali, familiari e del lavoro in Sicilia.

Il metodo dell’ascolto

Gaetano Sgarlata

“In questi mesi abbiamo lottato per validare un metodo fondato sull’ascolto reciproco tra istituzioni, operatori, famiglie e associazioni – dichiara il presidente di Si può Fare per il Lavoro di Comunità ETS, Gaetano Sgarlata -. È un metodo prezioso che chiediamo venga custodito e rafforzato. La salute mentale non può essere terreno di scontro ideologico o di propaganda, al contrario, richiede continuità, responsabilità e uno sguardo umano capace di costruire futuro. Per questo – conclude Sgarlata – rivolgiamo un appello ai nuovi assessori regionali affinché si inseriscano in questo solco virtuoso, proseguendo il dialogo con il mondo delle associazioni e investendo con coraggio in politiche integrate che tengano insieme salute, lavoro, famiglia e inclusione sociale. Oggi si apre una strada che può cambiare davvero la vita di tante persone e delle loro famiglie”.

L’approvazione unanime

“L’approvazione unanime di queste misure dimostra che quando la politica ascolta le famiglie e lavora insieme possono nascere risposte concrete e civili – dichiara Valentina Chinnici -. L’inserimento lavorativo delle persone con disabilità psichica non è solo una questione occupazionale, ma un diritto fondamentale che riguarda dignità, autonomia e inclusione sociale”.
“Questa norma rappresenta una tappa importante verso una Sicilia più giusta e più vicina alle fragilità – Nelle parole di Antonio De Luca – Il lavoro deve diventare uno strumento reale di cittadinanza e partecipazione anche per le persone con disabilità psichica. Continueremo a lavorare perché le istituzioni sappiano offrire risposte sempre più concrete ai bisogni delle famiglie e degli utenti”.