Insulti, urla, musiche da balera sparate in aula, con suoni riconducibili alle sirene delle forze dell’ordine durante gli interventi di alcuni consiglieri. Al Comune di Palermo è successo di tutto durante la trattazione del piano di riequilibrio. Atto che rimodulerà il precedente documento approvato durante l’ultima consiliatura dell’Amministrazione Orlando e che mira a riequilibrare i conti di Palazzo delle Aquile, gravati da una scarsa capacità di riscossione e da un dissesto funzionale che colpisce diversi uffici della macchina amministrativa. Ed è proprio sul fronte del personale che Sala delle Lapidi è bloccata da oltre un giorno. L’idea è quella di prevedere un piano di stabilizzazione a 36 ore delle diverse categorie di dipendenti comunali, oltre ad una previsione di turnover che dovrebbe portare all’assunzione di nuovo personale. Senza, attuare il piano di riequilibrio è impossibile. In aula si è vissuta una situazione di caos, in particolare durante le ore notturne: urla, insulti e perfino musica che risuonava durante gli interventi. Chissa se Roberto Lagalla o Carolina Varchi avranno visto cosa sia successo e se, a questo punto, decideranno di ritornare in Consiglio per assistere ai lavori. Seduta che riprenderà questa mattina alle ore 11.

L’emendamento non arriva, lo presentano le opposizioni

Su tale aspetto dell’atto, era atteso un emendamento, annunciato a metà mattinata di ieri dall’assessore al Personale Dario Falzone e dal Capo di Gabinetto Sergio Pollicita. Proposta di modifica che doveva dare attuazione ad una direttiva emessa dal sindaco Roberto Lagalla e che dava il quadro in cui si doveva muovere la nuova normativa. Ma di questo emendamento della maggioranza in Consiglio Comunale non se ne è vista traccia. E non era nemmeno nei piani del centrodestra. Come confermato dal capogruppo di Fratelli d’Italia Giuseppe Milazzo, intorno alle 19 di ieri, “a me non risulta che ci siano emendamenti presentati all’atto”. Dichiarazione che mirava a risolvere l’impasse in cui era impantanata Sala delle Lapidi ma che, invece, ha finito per acuirlo. Una scollatura fra maggioranza e Giunta resa evidente anche dalle parole dello stesso assessore di Fratelli d’Italia che, ormai a notte fonda e a domanda specifica, ha dichiarato di “non rinnegare la direttiva del sindaco. Poi, il Consiglio Comunale può decidere come meglio esprimersi”. Insomma, la Giunta non aveva intenzione di ritornare sui suoi passi ma Sala delle Lapidi ha deciso di fare diversamente. Alla fine, saranno le opposizioni a presentare l’emendamento, con un atto a prima firma del consigliere di Azione Fabrizio Ferrandelli.

Il centrodestra prova ad accelerare senza successo

Una risposta, quella di Falzone, che ha segnato la fine della discussione sul piano del personale. Dai banchi dell’opposizione si ci attendeva di proseguire nella giornata di giovedì 29 giugno con l’audizione dei presidenti delle società Partecipate. Di diverso avviso però erano alcuni esponenti di centrodestra, in particolare il soprarichiamato Giuseppe Milazzo (che ha chiesto più volte senza successo la chiusura della discussione generale) e il consigliere di Lavoriamo Per Palermo Salvo Alotta. L’esponente civico a sostegno del sindaco ha provato in particolare a rompere gli indugi attraverso una mossa tattica: presentare una pregiudiziale per chiedere la presenza del sindaco e di tutti gli attori coinvolti, salvo poi farla bocciare dalla maggioranza. Elemento che, di fatto, ha ridotto di molto i margini di confronto per le opposizioni. Ma anche questa mossa si è rivelata un boomerang.

Insulti, urla e musica in aula

In aula è scoppiato il caos. Il consigliere di “Oso” Ugo Forello ha rivolto diversi insulti allo stesso Milazzo che, in preda all’ira, gli ha urlato contro. Polemiche che sono andate avanti per tutta la notte, con un centrosinistra arcigno che ha bloccato di fatto la prosecuzione dei lavori. Contesto nel quale qualche consigliere comunale ha fatto risuonare nel luogo cuore della politica palermitana alcune melodie musicali e suoni di vario genere, fra cui una sirena dei carabinieri. La situazione si è avviata quindi verso l’ingovernabilità. Vano anche l’ultimo tentativo del centrodestra di ricorrere al regolamento per tagliare gli interventi e proseguire spediti verso la chiusura della discussione generale. I continui richiami al regolamento da un lato e lo stato d’animo agitato dei consiglieri dall’altro ha bloccato tutto. Bandiera bianca sollevata intorno alle 4.30 di notte, quando l’esponente di Forza Italia Pasquale Terrani ha invitato tutti al buon senso, sottolineando che “così, stiamo facendo ridere la città”. Richiamo ascoltato dalla presidente Giulio Tantillo che ha convocato per l’ultima volta i capigruppo. Terminata la riunione, i lavori d’aula si sono conclusi intorno alle 5 del mattino, senza che vi siano stati progressi di rilievo. La seduta è stata così chiusa e rinviata alle ore 11.

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