“Sui Pip è calato un preoccupante silenzio. Chiediamo che alla riapertura dei lavori la commissione Lavoro all’Ars torni subito a occuparsi della questione per individuare una società partecipata per stabilizzare i 2.600 circa Pip”. È l’appello di Pietro La Torre, segretario dell’Ursas-Sadirs, che ricorda come la questione sia ancora pendente alla Corte costituzionale.

“Sarebbe interessante – dice – conoscere quali iniziative vorrà adottare la Regione Siciliana per garantire la stabilizzazione dei lavoratori del bacino. Ribadiamo come l’individuazione di una società partecipata per l’assunzione di questo personale rimanga una soluzione funzionale anche al reperimento di risorse comunitarie che potrebbero contribuire alla positiva soluzione dei problemi”.

La Torre ricorda che “l’evoluzione della giurisprudenza della Cassazione in materia di precariato e segnatamente nella reitera di contratti a termine, apre scenari nuovi di cui bisognerebbe tenere conto. Infatti anche la legge regionale ha equiparato i Pip alle figure degli Lsu, ponendoli sullo stesso piano. C’è anche uno studio dell’avvocato Maria Saia a dirci che, di fronte alla mancata stabilizzazione di questi lavoratori, si potrebbe ipotizzare, nel mantenimento dell’attuale condizione, un abuso sanzionabile nelle sedi giurisdizionali, dopo la pronuncia della Corte”.

La Torre dunque chiede sin da ora “una convocazione per la ripresa delle attività istituzionali nella quinta commissione all’Ars, auspicando che fuori da qualsiasi populismo si possa disegnare una rotta e un porto di sicuro approdo, senza escludere quello già in itinere, qualora gli sviluppi fossero positivi”.