Negli ultimi 20 anni l’organico della Polizia di Stato è passato dalle 117 mila unità alle attuali 96 mila. Colpa dei tagli delle ultime riforme nazionali. E Palermo segue la stessa linea. Servirebbero 3.900 agenti ma in servizio se ne contano solo 3.300.

La carenza di personale, di mezzi e risorse ha messo in crisi questo settore. I poliziotti sono costretti a turni massacranti e sono sempre più spesso soggetti a stress lavoro-correlato. Di questo si è discusso ieri alla tavola rotonda “Uomo d’acciaio? Valutazione, prevenzione e gestione del rischio”.

Un dibattito organizzato dalla Uil Sicurezza in occasione del primo congresso provinciale che ha portato alla guida del sindacato, Giovanni Assenzio, 51 anni, poliziotto e da sempre nell’organizzazione sindacale:

“E’ necessario riprendere subito il confronto per dare forza e voce ai colleghi. L’organico è carente e mancano auto e divise. Un esempio su tutti è l’aeroporto “Falcone Borsellino”, dove mancano 20 unità. Per i controlli di frontiera, infatti, dovrebbero essere presenti 6-7 operatori della Polizia di Stato, invece oggi se ne contano solo 3. Anche sui mezzi – ha aggiunto il neo segretario – la situazione non cambia: sono in tutto 700 ma almeno 100, in media, restano fermi per guasti meccanici o alla carrozzeria, senza alcuna sostituzione. E ci sono poliziotti che non possono cambiare la divisa, usurata negli anni, perché la taglia del pantalone o della giacca non è disponibile. O addirittura mancano i distintivi di qualifica”.

Una situazione che porta stress quotidiano e continuo. E come precisa il direttore di Prima Medicina Interna dell’ospedale Civico di Palermo, Alberto Maringhini, “questa malattia professionale può portare alla depressione, alla perdita della memoria e a malattie cardiovascolari. Di certo socializzare e coltivare affetti fa bene e migliora le condizioni di salute”.

Per questo “malessere odierno” c’è l’Accordo europeo del 2004 e dal 2011 tutte le imprese, pubbliche e private, hanno l’obbligo di avviare le valutazioni delle possibili fonti di stress. Francesco Pace, docente di Psicologia del Lavoro dell’Università di Palermo, ha spiegato che “gli interventi volti a favorire il benessere dei lavoratori possono essere intesi come azioni di prevenzione e contenimento. Tutto ciò rafforza e migliora le condizioni di salute nei luoghi di lavoro. In alcune realtà cittadine è già operativo lo sportello d’ascolto, messo a disposizione da psicologi e medici esperti in stress lavoro correlato”.

A raccontare la vita e le problematiche degli agenti che ogni giorno affrontano pericoli, violenze e, talvolta, la morte, è stato il cappellano della Polizia di Stato, Massimiliano Purpura: “Dietro una divisa c’è sempre un uomo. Da tre anni ascolto queste persone e cerco di capire le vere problematiche. Questo è di certo mestiere usurante ma nessun lavoro si salva, nemmeno il mio. Ogni mattina salgo in auto e mi divido tra Palermo, Godrano e Roccapalumba. Senza una buona dose di preghiere non reggerei il peso”.

A raccontare dello stress da lavoro è anche il direttore dell’Inps Sicilia, Sergio Saltalamacchia che descrive uffici con una pianta organica ridotta negli ultimi anni ma oggi informatizzati e con turni da 124 ore al mese. Una macchina burocratica efficiente grazie soprattutto a un welfare aziendale che spinge i dipendenti a raggiungere gli obiettivi prestabiliti”.

A ruota Claudio Barone, segretario generale della Uil Sicilia: “Percepire i problemi e risolverli, oggi è possibile. Abbiamo gli strumenti, il sindacato può e deve intervenire per confrontarsi con l’Amministrazione”. A chiudere i lavori Vittorio Costantini, segretario nazionale della Uil Sicurezza:

“In tutte le Questure e Uffici della Polizia di Stato si registra una carenza di organico in media del 15%. Le recenti assunzioni (953 unità previste dalla Legge di Stabilità del 2018 e 1.943 unità dalla Legge di Stabilità 2019) non hanno risolto l’emergenza. Il governo nazionale deve cambiare rotta e garantire più risorse e sicurezza nei luoghi di lavoro”.

Al tavolo ai Cantieri culturali alla Zisa, anche Egidio Di Giannantonio, primo dirigente della Digos di Palermo che ha portato i saluti del questore Renato Cortese. Ha moderato il giornalista Antonio Giordano.