Una delegazione di lavoratori di Fincantieri, nel corso del sit-in unitario davanti a palazzo delle Aquile, ha incontrato oggi il vice sindaco Emilio Arcuri e subito dopo anche la giunta comunale.

“Abbiamo chiesto il sostegno del sindaco e di tutta l’amministrazione comunale alla drammatica vertenza che stanno vivendo i lavoratori del Cantiere Navale e dell’indotto – dichiara Francesco Foti, segreteria Fiom Cgil Palermo – Dobbiamo impedire la chiusura del cantiere. Abbiamo esteso il nostro forte appello, invitando sindaco, vicesindaco e tutta la giunta a una visita al Cantiere navale per incontrare le Rsu e i lavoratori e vedere da vicino lo stato delle infrastrutture e verificare le condizioni per assicurare la ripresa dei lavori di manutenzione, trasformazione e costruzione navale. Fincantieri è un’azienda dello Stato e non può strumentalizzare il mancato investimento sui nuovi bacini per tagliare le commesse a Palermo. Al Cantiere abbiamo strutture uniche, come un bacino da 400 mila tonnellate, completamente fermo, e uno scalo costruzioni inattivo”.

I sindacati hanno chiesto inoltre al Comune di attivare un tavolo tecnico con Fincantieri, la Regione siciliana, l’Autorità portuale per sollecitare l’invio di carichi di lavoro allo scalo di Palermo e invertire il trend che ha tagliato lo stabilimento palermitano, rispetto agli altri siti italiani, dalla distribuzione di nuove commesse.

“Se dopo queste richieste non arriveranno risposte concrete per il futuro del cantiere Navale di Palermo – aggiunge Francesco Foti – organizzeremo una grande manifestazione nazionale, con alla guida il sindaco di Palermo e la giunta, per impedire la chiusura del Cantiere navale e chiedere il suo rilancio. Non vogliamo essere considerati lavoratori né cittadini di serie B. Attendiamo risposte. Il Comune è dalla nostra parte e sosterrà la nostra protesta”.

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