I Navigator delusi dall’annunciata norma che dovrebbe salvarli. “Salva il ministro, non noi”, dicono in una nota in cui si parla, invece, di “mattanza dei Navigator“. La norma dovrebbe arrivare all’interno del più corposo decreto Recovery ma si tratterebbe di una beffa per coloro i quali dovevano cercare lavoro ai percettori del Reddito di cittadinanza. “Questo emendamento, infatti, non salva nessuno, tanto meno ci assicura una continuità lavorativa“, fanno sapere.

Il salva Navigator e le aspre critiche

L’emendamento, come spiegano i Navigator, prevede la facoltà per le Regioni di subentrare nei contratti per un periodo non superiore ai 6 mesi. “Come debba avvenire e con quali tempi non è dato saperlo. Nutriamo fortissime perplessità su questa soluzione, di difficile attuazione a livello normativo”, afferma l’Associazione Nazionale Navigator che critica le tempistiche del Governo e il fatto che molte regioni ostili al governo nazionale metteranno i bastoni tra le ruote per la loro assunzione.

La patata bollente alle regioni

“Il ministro – prosegue l’Associazione Nazionale Navigator – invece di assumersi le proprie responsabilità nei confronti di noi lavoratori, sceglie la strada più facile, quella di lavarsene le mani e di scaricarci alle Regioni, disperdendoci senza garanzia alcuna nei mille rivoli regionali, in imprecisati piani d’investimento, lasciando ampia e piena discrezionalità agli enti locali”.  I Navigator chiedono un incontro col Governo e con il ministro Orlando in particolare. che “si è sempre rifiutato di ricevere una nostra delegazione e – proseguono – malgrado le reiterate richieste, non ha ritenuto di dover intrattenere un benché minimo dialogo né con i sindacati né con la nostra associazione.

Cosa chiedono i Navigator

“Ci aspettiamo, auspichiamo, pretendiamo che nei passaggi parlamentari si possa porre rimedio a questa scelta incomprensibile. In primo luogo, salvaguardando la nostra continuità lavorativa con una proroga vera e non improvvisata e poi valorizzando il nostro ruolo alla luce del programma GOL del PNNR, costruendo così – anche ascoltando le voci delle lavoratrici e dei lavoratori – un percorso di stabilizzazione che garantisca una prospettiva lavorativa sicura e che non snaturi, ma anzi valorizzi, la nostra funzione”