Primarie nel centrosinistra a luglio per scegliere il candidato alla presidenza della regione. L’idea si fa strada e parte da Roma con una indicazione del vice segretario Giuseppe Provenzano ma viene subito sposata anche in Sicilia dal segretario del Pd Anthony Barbagallo.

Il pranzo delle primarie

In realtà l’idea è maturata a tavola come spesso avviene per le cose della politica. e al tavolo c’erano proprio Giuseppe Provenzano, vice segretario nazionale del Pd e dato per candidato alla Presidenza della regione da almeno tre anni dalle voci di corridoio, Anthony Barbagallo segretario regionale del Pd che non ha mai fatto mistero, invece, di avere in mente una donna per quella candidatura, e Claudio Fava, presidente della Commissione Antimafia della regione ed esponente dei 100 passi, candidatosi alla presidenza ma pronto alle primarie di coalizione

Il sì’ di Fava

“Apprezzo molto le parole del segretario regionale del PD: d’accordo con lui per primarie del centrosinistra prima della pausa estiva. Saranno anche un’occasione per rinsaldare lo spirito e gli obiettivi della coalizione: governare la Sicilia, chiudendo l’esperienza opaca e deludente della giunta Musumeci” ha commentato fava quando l’indiscrezione si è diffusa diventando, man mano, un fatto.

Ipotesi voto il 10 luglio

Assodato che le amministrative si svolgeranno il 12 giugno con ballottaggi il 26 giugno, per le primarie del centrosinistra non resta che il week-end del 10 luglio, in piena estate. e già la data è una bella incognita per l’affluenza

Manca il sì dei 5 stelle

Ma se Pd e sinistra della coalizione sono concordi, manca ancora il sì dei 5 stelle. I rapporti in sicilia sono buoni ma a livello nazionale non sono proprio ottimi. C’è, poi, da dire che a palermo è arrivato il via libera alla cvandidatura di Franco Miceli che di fatto è un esponente della società civile ma è stato lanciato prima del pd e poi sposato dalla sinistra. Visto che anche a Messina la candidatura non è pentastellata c’è da aspettarsi una rivendicazione deio gialli di Conte per la Regione

Barbagallo

“Il Partito democratico è la casa delle Primarie – dice il segretario Barbagallo – piuttosto che scegliere il candidato alla Presidenza della regione al chiuso di una stanza preferiamo dare la parola ai siciliani. Dopo 20 anni tornano le primarie in Sicilia, riteniamo che sia la soluzione migliore. sarà una stagione di passione e di entusiasmo per trovare il nome che porrà fine alla stagione del malgoverno di Musumeci”

L’incognita campo largo

In piedi resta la grande incognita del ‘campo largo’. non c’è nessun accordo ma la scelta leghista di mettere in campo la lista civica Prima l’Italia è una novità importante che potrebbe portare Forza Italia a non insistere più sul coinvolgimento della Lega in una eventuale alleanza centrista ampia. La strada è lunga ma non impossibile. e oggi meno improbabile di ieri

ArticoloUno “fare presto e senza alleanze anomale”

“In presenza di più candidature alla Presidenza si programmino presto le primarie e se il Pd siciliano ha deciso finalmente in tal senso è un fatto positivo ma le primarie servono per scegliere il candidato migliore a rappresentare la coalizione non a promuovere alleanze strane e innaturali. Per noi campo largo – afferma Pippo Zappulla – significa mettere insieme le forze del centro-sinistra, insieme al M5s e alle associazioni e movimenti civici presenti nei territori”.

Giarrusso pronto a correre per i 5 stelle

Il via libera lo darà Conte, ma nel M5s sono in tanti che da tempo condividono l’idea di scegliere con le primarie il candidato governatore in Sicilia. Tra questi c’è l’eurodeputato Dino Giarrusso, tra i primi a suggerire la strada dei gazebo rilanciata con forza ora dal vice segretario del Pd, Peppe Provenzano. “Per me è la soluzione migliore, ne parlo da settimane negli incontri con la base nei territori e non ho mai sentito dissenso sul tema – dice Giarrusso – Ne ho discusso col segretario del Pd siciliano Anthony Barbagallo e anche con Claudio Fava. Prima però bisogna stabilire il perimetro della coalizione per capire quanto larga dovrebbe essere, scrivere il programma e definire i criteri per la composizione delle liste per evitare di trovare magari qualche candidato con precedenti penali”.

Ipotesi primarie il 4 giugno

Per Giarrusso dovrebbe essere la base del Movimento però a decidere sui gazebo. “Noi abbiamo sempre fatto le consultazioni interne, mi sembra naturale che siano i nostri iscritti a pronunciarsi sulle primarie di coalizione”, osserva. Anche la scelta del candidato del M5s, per l’eurodeputato, “dovrebbe essere fatta sentendo la base, fermo restando il principio invalicabile del doppio mandato, che rimane un caposaldo del Movimento”. All’ipotesi avanzata dal Pd di svolgere la consultazione la prima settimana di luglio, Giarrusso risponde così: “Per me sarebbe meglio farla la prima settimana di giugno, comunque prima delle amministrative; sarebbe un modo per animare l’elettorato progressista in una fase in cui il centrodestra è a pezzi: il governatore Nello Musumeci detestato persino dai suoi alleati, la situazione paradossale a Catania col sindaco Salvo Pogliese che non si capisce se si dimette o rimane, le spaccature a Palermo. Sarà Conte comunque a decidere”.

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