Rifiuti accatastati in attesa di capire cosa fare. E’ di nuovo emergenza a Bellolampo, la grande discarica palermitana e la Regione interviene con una anticipazione di 7 milioni di euro che consentiranno di ‘mettere una pezza’ al problema sino a fine anno.

Ad intervenire anche il dipartimento Acqua e Rifiuti che con un decreto ha autorizzato il trasferimento nelle discariche private di Enna, Alcamo e Catania delle 12mila tonnellate di rifiuti indifferenziati ancora ammassati sui piazzali di Bellolampo.

A inizio 2020, però,  il problema si ripresenterà. Come scrive il Giornale di Sicilia di oggi, nel corso di una riunione tecnica è emerso che la costruzione delle VII vasca della discarica dovrà slittare ancora. La consegna del primo lotto, inizialmente fissata per maggio 2020, avverrà, si spera, a settembre 2020.

Il progetto elaborato dalla Rap per la costruzione ha ricevuto circa 180 richieste di modifica presentate dalla società che lo ha valutato.

E’ ipotizzabile dunque che nel 2020 i rifiuti di Bellolampo dovranno essere trasferiti in altre discariche, operazione che costerà almeno 30 milioni di euro con il rischio che proprio i costi del viaggio della spazzatura verso le altre discariche vengano scaricati sui contribuenti con interventi sulle aliquote della tassa dei rifiuti.

L’assessore comunale all’Ambiente, Giusto Catania, pensa a soluzioni alternative che però al momento è difficile intravedere all’orizzonte. Le sue speranze sono tutte appese al potenziamento della raccolta differenziata, tanto che in consiglio comunale ha parlato dell’urgenza di avviare la raccolta porta a porta in tutta la città e dell’obiettivo d iniziare interlocuzioni con il governo regionale e nazionale per lanciare un grande programma per la differenziata a Palermo che possa coinvolgere tutta la città e permettere di recuperare le risorse economiche che servono.

Adesso però bisogna risolvere con urgenza il problema dello smaltimento della montagna di spazzatura accatastata attorno all’impianto di trattamento meccanico biologico dei rifiuti.
Si tratta di rifiuti che possono essere trasportati anche senza essere separati ma l’altro problema spinoso è la mancanza dei mezzi che devono trasportarli. Al momento i mezzi in azione sono da 25 a 30 ma ne servono altri, tanto che Giuseppe Norata, amministratore unico di Rap, pensa all’ipotesi di fare una nuova gara, perché i mezzi disponibili al momento a mala pena riescono a coprire lo smaltimento giornaliero.

Come se non bastasse, servono lavori di manutenzione per il Tmb (l’impianto per il trattamento meccanico-biologico dei rifiuti, ndr) che potrebbe anche essere fermato. Immediato è stato l’intervento della Regione con un decreto che ha ‘ordinato’ ad una ventina di comuni di non portare i rifiuti a Bellolampo ma in altre tre discariche siciliane.