‘Serriamo le fila, stringiamo i denti e portiamo a casa la riforma dei rifiuti‘. Suona più o meno così il richiamo del Presidente della Regione Nello Musumeci ai suoi assessori che sono anche deputati fatto con toni pacati ma decisi nel corso dell’ultima giunta di governo tenuta nel giorno di Ognisanti a Catania. Un richiamo che fa il paio con una mail che circola da ieri fra i deputati della coalizione che sostiene il governo. Una mail che non porta la firma del presidente della Regione ma che sembra, per forma, sia stata ispirata proprio da Musumeci. Il richiamo è chiaro, tutti presenti in aula da oggi perché la battaglia si preannuncia difficile ed una maggioranza risicata si può ottenere solo se allineati e coperti dal primo all’ultimo.

E’ la prima volta, in due anni di governo ormai, che arriva una simile tirata di orecchie. La riforma dei rifiuti è materia importante ma c’è di più della riforma stessa in ballo da oggi pomeriggio. Per la prima volta le opposizione si sono coalizzate e, in aggiunta, si temono le assenze e il voto dei franchi tiratori nella maggioranza visto che ci sono deputati del centrodestra che non fanno misteri dei mal di pancia e dei desiderata.

Nei giorni scorsi Musumeci ha incontrato due volte Gianfranco Miccichè. Si è parlato della presenza e del voto dei deputati forzisti e degli equilibri azzurri. C’è chi dice che Musumeci abbia aperto ad un possibile rimpasto nel 2020 con la sostituzione di alcune pedine di Forza Italia ma solo dopo l’approvazione della riforma dei rifiuti e del bilancio di previsione che si farà entro aprile.

Tutto passerà per la conferenza dei capigruppo visto che la convocazione dei presidenti dei singoli gruppi da parte del governatore rischia di andare deserta almeno per quanto riguarda le opposizioni. Ma ai capigruppo della coalizione Musumeci qualcosa dirà nel segreto delle stanze dei bottoni. Quale sarà l’effetto lo si vedrà soltanto una volta approdati in aula ed entrati nel vivo di una battaglia che si preannuncia lunga e difficile.

Intanto anche l’assessore Alberto Pierobon, che proprio in questi giorni ha rifiutato un incarico a Padova ufficialmente per motivi personali ma di fatto per restare in Sicilia, cerca voti per la sua riforma. Lo fa con le forme che non sono di un politico e ottiene il ‘voto che non ti aspetti’, quello del suo predecessore (sia pure per poco) alla guida dell’assessorato ai rifiuti

L’onorevole Vincenzo Figuccia insieme al consigliere comunale di Palermo, Sabrina Figuccia, ha, infatti,incontrato l’assessore  per approfondire alcuni punti importanti della riforma dei rifiuti. Tra gli altri sono state rappresentate alcune preoccupazioni dei lavoratori sui possibili effetti della legge. Lo staff dell’assessore ha chiarito la formulazione delle norme e fugato ogni dubbio sui possibili rischi per l’occupazione. In particolare è stato ribadito che il ddl rifiuti salvaguarda tutto il personale assunto al 31 dicembre 2009  e precisamente il personale passato nelle Srr, quello utilizzato nelle società private affidatarie del servizio e il personale rimasto negli Ato.
Il deputato Vincenzo Figuccia alla fine ha apprezzato il confronto affermando che “si tratta di una buona legge che garantisce i livelli occupazionali”.

Nel corso dell’incontro si è discusso anche della situazione della discarica di Bellolampo. Sabrina Figuccia, consigliere comunale, ha auspicato che si intervenga in tempi brevissimi per garantire la salute dei cittadini e tolleranza zero contro ogni rischio di inquinamento, condividendo insieme a tutti i presenti all’incontro la necessità di addivenire alla chiusura della discarica.

L’assessore Pierobon ha chiarito che in futuro l’area ove insiste la discarica è vocata a una valorizzazione e riconversione green nell’ottica dell’aumento della differenziata e del recupero di materia.

Ma a prescindere di contenuti della riforma stessa la battaglia si preannuncia politica e dall’esito di questa potranno dipendere molti equilibri nell’immediato futuro