Sono ancora tempi di attesa per i 12 ex dipendenti dell’ATO Alto Belice Ambiente che attendono da anni di essere inseriti nell’organico della Mirto SRL di San Cipirello, la società che da gennaio 2017 fornisce per il comune di Monreale il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Sessantasei nomi erano stati inseriti nell’elenco allegato al bando di gara predisposto dal comune di Monreale (e sottoscritto dalla ditta vincitrice dell’appalto), ma solo 54 vi stanno lavorando, nonostante il comune, come da capitolato, stia pagando la ditta per tutte le 66 unità.

Una questione già da tempo finita sulla scrivania del giudice del lavoro. Precisamente dal luglio 2017.

I 12 lavoratori ex ATO, a gennaio dello stesso anno, al momento dell’affidamento dell’incarico alla Mirto, avevano declinato l’invito del Comune a prendere servizio presso la società appaltatrice, preferendo continuare a percepire la NASPI, con la garanzia di potere essere reintegrati nel momento in cui l’avessero richiesto. Ma, terminato il periodo in cui era stata percepita l’indennità di disoccupazione, e nonostante le ripetute richieste rivolte alla Mirto, i lavoratori non erano mai stati reintegrati nell’organico della società. Avevano quindi dato mandato all’avvocato Filippo Di Matteo di adire le vie legali.

Il legale, nel luglio 2017, aveva allora richiesto al giudice del lavoro un procedimento in via d’urgenza (ex art. 700), accusando sia la Mirto che il Comune di Monreale di avere violato le Ordinanze regionali (1/rif. Del 14/01/2016 e n. 6/rif del 30/06/2016) e la legge regionale 9/2010, che imporrebbe alle società subentranti nel servizio di assumere tutto il personale ex ATO.

Inoltre, l’avvocato Di Matteo aveva anche chiamato in causa il comune perché non avrebbe vigilato correttamente sull’esecuzione dell’appalto conferito alla Mirto Srl (nella parte in cui imponeva alla F. Mirto s.r.l. di assumere i 66 lavoratori indicati all’allegato 2 del capitolato di appalto), e perché non avrebbe dato esecuzione a quanto disposto al punto n. 12 del bando di gara (che prevedeva, in caso di servizio reso con modalità difformi rispetto alle condizioni di aggiudicazione e contrattuali, l’applicazione di una penale commisurata alla gravità della negligenza). Secondo il legale sarebbe stato causato un danno all’Erario in quanto il Comune avrebbe pagato alla Mirto gli stipendi per i 66 dipendenti quando invece 12 non sarebbero mai stati assunti.

Il giudice del lavoro in quell’occasione non aveva però riscontrato i presupposti di urgenza necessari per avviare il procedimento. Il magistrato aveva quindi accolto le ragioni della difesa del comune, rappresentata dall’avvocato Manlio Di Miceli, rigettando il ricorso per motivi formali, senza entrare nel merito della questione.

Intanto, delle 12 unità originarie, in 9 hanno continuato l’azione legale avviando un nuovo procedimento ordinario. A fine novembre si terrà l’udienza dinanzi al giudice del lavoro. Per i suoi assistiti, l’avvocato Marialuisa Ferrante (subentrata nella causa all’avv. Filippo Di Matteo del cui studio fa parte) ha richiesto che venga riconosciuto il diritto all’assunzione dal primo gennaio 2017, e quindi il relativo pagamento di tutti gli stipendi non goduti (detratto l’importo ricevuto della NASPI). Di conseguenza l’assunzione per il periodo restante di esecuzione del contratto.

In subordine, il legale ha chiesto la condanna del Comune di Monreale, ritenuto responsabile per la mancata esecuzione ed applicazione delle ordinanze regionali, nonché per la errata esecuzione del contratto e per culpa in vigilando, richiedendo al Comune, nel caso in cui la Mirto non fosse ritenuta colpevole, il pagamento ai dipendenti di quanto avrebbero dovuto percepire se regolarmente assunti.

Intanto il 5 agosto scorso, la CGIL di Palermo, a firma del segretario Valerio Lombardo, aveva aperto una vertenza, inviando una nota al Sindaco e al Presidente del consiglio comunale di Monreale, ma anche al Prefetto di Palermo.

“Nella liquidazione delle spettanze alla ditta Mirto srl – si leggeva nella nota della CGIL – il comune controlla se nell’emissione della fattura siano decurtati gli importi relativi ai 12 lavoratori che fino ad ora non sono ancora stati assunti?”

Successivamente, il 9 agosto, il sindaco di Monreale, Alberto Arcidiacono, aveva inviato alla Mirto srl, nella persona del suo rappresentante legale, Bartolo Mustacchia, una diffida ad adempiere all’assunzione di tutte le 66 unità, come previsto nel verbale del servizio, consegnato alla ditta il 31 maggio. “In quella sede – si legge nella diffida – il sig. Mustacchia confermava la disponibilità, già formalmente dichiarata in sede di gara, ad impegnarsi nell’esecuzione del servizio dei 66 operatori già dipendenti della società d’ambito “Alto Belice Ambiente” (ATO PA2) dichiaratisi disponibili, conformemente a quanto stabilito nella clausola sociale (…). Ad oggi non risultano ancora assunti da codesta società tutti lavoratori ex Ato 2 di cui all’elenco allegato al bando di gara”.

Il sindaco, nella diffida inviata alla Mirto, minaccia che, in caso di mancato adempimento delle condizioni contrattuali, l’adozione di ogni ulteriore conseguenziale provvedimento nei confronti della società.

Ma rimane anche da capire se il comune abbia in questi anni fatto i dovuti controlli sull’esecuzione del contratto, così da scongiurare l’ipotesi di un danno erariale nei confronti del comune.