Sul rinnovo del contratto di servizio già scaduto ad agosto dello scorso anno e prorogato già due volte fino al 30 giugno, in discussione al consiglio comunale di Palermo intervengono i sindacati di Rap con le RSU della Fit Cisl, della Uil Trasporti e della Filas.

“Irresponsabile –spiegano – non garantire la continuità aziendale e il futuro dei circa 1800 lavoratori. Domani scadrà la seconda proroga, finalmente il contratto nuovo è arrivato in aula, garantire 15 anni di servizio pubblico e gestione pubblica dovrebbe essere l’obiettivo di tutte le parti al di là di interessi di altra natura. Prevalga il senso di responsabilità, i lavoratori non resteranno spettatori passivi”.

Riteniamo indispensabile – scrivevano esattemente un anno fa i sindacati -, per il futuro dell’azienda di piazzetta Cairoli che si possa finalmente arrivare alla sottoscrizione di un nuovo contratto di servizio che dia la possibilità di programmare investimenti per una reale crescita della società, affinché un servizio essenziale come quello del ciclo dei rifiuti possa mantenere il carattere pubblico con standard qualitativi eccellenti”.

“Da tempo ribadiamo la necessità di affrontare le tematiche dell’equilibrio economico-finanziario, del piano industriale e della riorganizzazione aziendale con il riconoscimento degli avanzamenti di carriere per quel personale che svolge mansioni superiori già da anni e per rilanciare la società Rap”.

“Il bilancio consuntivo del 2018 si chiuderà molto probabilmente con una preannunciata perdita di circa 12 milioni di euro che eroderanno quasi l’intero capitale sociale dell’azienda, l’amministrazione comunale ci dica chiaramente come intende risanare il debito, tra le ipotesi circolate ci sono, l’assegnazione alla Rap di beni immobili e fondi FAS da utilizzare esclusivamente per gli investimenti necessari”.

I sindacati aggiungevano, “non possiamo più permetterci di aspettare il risanamento del bilancio 2018, per noi l’equilibrio economico-finanziario e un discreto capitale sociale sono indispensabili affinché l’azienda diventi credibile nel mercato e magari si possa dotare di piattaforme impiantistiche che le permetterebbero di completare il ciclo dei rifiuti e di diventare un punto di riferimento per l’intera provincia producendo ricavi”.