Riprendono i lavori per la chiusura dell’anello ferroviario di Palermo, la travagliata opera che di fatto rappresenta la metropolitana di Palermo ma che non riesce a trovare pace fra il sequestro dell’impresa poi dissequestrata e i problemi finanziaria che hanno paralizzato i cantieri.

Sono state avviate questo pomeriggio le procedure di pagamento delle spettanze del mese di febbraio 2017 per i 30 operai del cantiere dell’anello ferroviario di Palermo. E sono stati rinnovati per due mesi i contratti a termine per 6 operai, in scadenza il 31 marzo, in attesa che avvenga il passaggio dall’amministrazione giudiziaria alla gestione ordine.

La notizia del pagamento degli stipendi di febbraio alle organizzazioni sindacali giunge dalla stessa Tecnis. E’ stato interrotto lo sciopero: da domani le maestranze torneranno al lavoro regolarmente.

“I soldi arriveranno a tutti tra oggi e domani – dichiarano il segretario generale della Fillea Cgil Francesco Piastra e Piero Ceraulo, della Fillea Cgil – La Tecnis ci ha fatto sapere che permane ancora il blocco degli incassi da parte di Riscossione Sicilia ma nonostante ciò sono riusciti a recuperare altre somme con le quali è iniziato il pagamento delle retribuzioni delle spettanze maturate fino ad oggi”.

“Per il sindacato – aggiungono Piastra e Ceraulo – l’attenzione rimane alta, dal primo aprile sarà già maturata infatti un’altra mensilità. La prossima settimana avremo un confronto con la stazione appaltante per monitorare gli stati di avanzamento che serviranno a garantire i tempi entro i quali si potrà procedere con la regolarità nei pagamenti”.

I problemi, però, non sono risolti. La giornata di lunedì sarà determinante. Un incontro al Mise dovrà affrontare il tema dei crediti che la società vanta e il cui pagamento potrebbe dare liquidità e dunque serenità per gli operai e per il prosieguo dei lavori.

“Soddisfazione per il risultato raggiunto ma è ovvio che bisognerà vigilare – dice Dino Cirivello della Filca Cisl Palermo Trapani – bisogna evitare che il meccanismo si inceppi di nuovo. Il rischio è di ritornare nella medesima situazione che ci ha portato allo sciopero ad oltranza nel giro di qualche settimana. Questo deve essere evitato e i lavoratori devo aver garantito lo stipendio. Auspicabile, poi, che si risolvano tutti i contenziosi e si dia respiro al settore edile che ne ha un grande bisogno”.