L'appello

Rischio focolaio alla Missione Speranza e Carità, i volontari chiedono aiuto “Non siamo in grado di gestire quarantena”

Casi di contagio da Covid19 alla Missione Speranza e Carità di Biagio Conte e in parallelo sempre più polemiche sui rischi di un possibile focolaio all’interno della struttura. Così i responsabili della struttura hanno lanciato un appello.

“Adesso la Missione sta vivendo una grandissima difficoltà dovuta alla Pandemia e alla progressiva diffusione di un possibile focolaio di Coronavirus – spiegano. Chiediamo ufficialmente e con carità a tutti, soprattutto a chi ha dei compiti di responsabilità sanitaria, politica e istituzionale di aiutare la Missione in tutti i modi possibili. Ognuno deve fare la sua parte perché altrimenti non sarà possibile arginare le difficoltà collegate al virus. La Missione non ha i mezzi né le forze per organizzare un impegno così importante di messa in quarantena e cura di un numero così elevato di persone. Chiediamo che possano essere pensate tutte le soluzioni perché oltre alla fase indispensabile della diagnosi attraverso i tamponi si possano prevedere fin da subito le modalità per gestire la seconda fase di questa operazione che, come tutti sappiamo, prevede l’isolamento dei vari soggetti. In Missione non ci sono spazi tali da poter garantire che ognuno possa essere messo in sicurezza con una stanza dedicata e un bagno dedicato per ogni persona. La Missione inoltre non è assolutamente in grado di potere garantire che i soggetti possano rispettare gli obblighi collegati all’isolamento a ad eventuali cure mediche intensive. La Missione invece si rende disponibile a provvedere alla produzione del vitto anche più volte al giorno da portare in qualche luogo idoneo, alla distribuzione di prodotti igienici, di mascherine, di indumenti necessari. Chiediamo la collaborazione di tutti. Come diceva il nostro caro conterraneo Don Pino Puglisi: Se ognuno fa qualcosa, tutti insieme possiamo fare tanto. Solo così pensiamo possiamo uscire da questa grande difficoltà”.

“I poveri sono di tutti – ricordano i volontari -. La Missione non è da intendersi come un ente o una proprietà privata. È una Missione e soprattutto è un servizio che in modo gratuito da anni Fratel Biagio e i suoi collaboratori donano nei confronti dei poveri, degli ultimi, dei disperati e di tante grandi emergenze che vive questa città di Palermo e non solo. Molti uomini vivono smarriti nella totale vulnerabilità, nelle strade, nelle vie, nei marciapiedi dei quartieri della nostra città di Palermo – scrivono. Queste persone spesso bussano al cancello della Missione, molte volte vengono accompagnati da cittadini e da forze dell’ordine che sensibilmente si mettono a disposizione per aiutare tanti che si ritrovano a dormire per strada al freddo nei marciapiedi, nelle panchine, nelle sale d’aspetto delle stazioni o degli ospedali di questa città. Alla Missione i poveri vengono soccorsi con un pasto quotidiano, con la possibilità di una doccia, di un tetto e un letto e certe volte solo di un materasso per dormire e tutto questo grazie a Dio e alla generosità e agli aiuti di cittadini sensibili che con semplici donazioni di alimenti, di prodotti vari permettono che questo possa realizzarsi giornalmente”.

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