Clima disteso e grandi sorrisi nonostante il tempo prenda un po’ tutti in giro, alternando scrosci di pioggia a un sole fin troppo caldo. “Palermo Capitale”, l’evento di Carolina Varchi, prende il via nel territorio con un articolato incontro a Villa Filippina, e sia sopra che sotto il palco c’è anche il sindaco Roberto Lagalla. Quel primo cittadino che, secondo la vulgata, lei, l’ex vicesindaco e deputato di Fratelli d’Italia, si prepara a sostituire in campagna elettorale per la corsa alla poltrona di Palazzo delle Aquile (o Comitini, per il momento).
Carolina Varchi rivendica i risultati della giunta Lagalla che sono anche suoi
Ma di essere candidata Carolina Varchi non parla e non vuole parlare. Alla doppia domanda diretta non risponde, glissa. Parla di programmi, di idee, di cose da fare. Parla di come Palermo fosse abbandonata a se stessa quando la prima giunta Lagalla, di cui lei era vicesindaco, si è insediata, e non cambierebbe niente di quel che ha fatto. Solo all’insistenza dei cronisti dice di essere a disposizione del partito, ma di non avere aspirazioni personali.
Roberto Lagalla: “Squadra che vince non si cambia”
E lui, il sindaco, arriva sereno e tranquillo, sorride con Varchi, risponde ai cronisti: “Sono qui a fianco di una coalizione di Centrodestra che vuole continuare, proseguire, consolidare, completare un percorso che, contrariamente a tutte le previsioni dei nemici della contentezza, si avvia a chiudere la prima stagione di cinque anni di governo con una maggioranza più ampia di quella con cui si era iniziato. Una città che non era abituata all’apertura dei cantieri, che non sono solo quelli politici ma anche quelli concreti e reali di strade, piazze, infrastrutture che si stanno realizzando. Il progetto è lungo e siamo convinti che questa coalizione dovrà continuare. Usando una metafora calcistica, squadra che vince non si cambia o almeno non si cambia allenatore. E l’allenatore si misura dai risultati. Credo che questa squadra non abbia sfigurato in campo. Ne parleremo con la ‘dirigenza’ ma certamente credo di essere pronto e credo di aver giustificato un eventuale no”.






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