“In merito ai fatti legati all’operazione Octopus, teniamo a precisare che all’epoca della formazione delle liste elettorali ogni delegato di lista della coalizione verificava i certificati dei carichi pendenti dei candidati; non risultava alcune incompatibilità con la candidatura del soggetto arrestato oggi, e non eletto.

Circa l’opportunità della candidatura di Rughoo si è già espresso in merito il delegato che ha presentato la lista e che ha parlato di occasione di riscatto da parte di un soggetto che ha manifestato la volontà di cambiare e di contribuire al bene della comunità. “Nessuno tocchi Caino”  – si disse.

Ci preme sottolineare che l’operato di questa amministrazione è stato, è e sarà sempre  guidato da percorsi di legalità e trasparenza, confidiamo nel lavoro della magistratura che farà luce sulla vicenda e prendiamo le distanze da ogni azione che non sia incentrata sulla trasparenza ed il rispetto delle norme”.

E’ quanto afferma l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Filippo Maria Tripoli in merito all’arresto di Emanuele Rughoo nel corso dell’operazione dei carabinieri Octopus e che si era candidato in una lista comunale collegata alle liste del sindaco eletto.

“In merito alla vicenda di cronaca  giudiziaria che vede protagonista Emanuele Tejo  Rughoo,   quale delegato di lista “Uniamo Bagheria” nella quale il Sig. Rughoo era candidato, preciso che all’epoca della selezione dei candidati non sussistevano ragioni di non candidabilità del soggetto in questione e che la candidatura nella lista da me rappresentata è stata supportata da valutazioni morali.

Infatti, il Sig. Rughoo poco tempo prima aveva vissuto una tragedia familiare di grande rilievo, i fatti purtroppo sono noti a tutti, mi riferisco alla vicenda  della alluvione di Casteldaccia ove persero la vita ben 9 persone, tutti parenti del Rughoo.

Il candidato, anche tramite un’intervista presso i canali locali,  aveva dichiarato  la sua intenzione di vivere il proprio dolore mettendosi a disposizione della collettività e di tutte le fasce più deboli esistenti nella sua comunità, che tale richiesta era supportata dalla voglia di dare un futuro migliore alla sua unica figlia superstite.

Per le ragioni esposte ribadisco, non sussistendo ragioni di incandidabilità, che per questa ragione ho proceduto all’inserimento nella lista di Uniamo Bagheria.
Confidiamo nel lavoro della magistratura e manifestiamo la nostra assoluta lontananza dai comportamenti  ascritti al Rughoo”. E quanto precisa Bartolo Di Salvo delegato presentazione lista “Uniamo Bagheria” dove era candidato non eletto Rughoo.