La saga del sindaco “ribelle” ovvero Leonardo Burgio primo cittadino di Serradifalco eletto per un terzo mandato e che resta in carica nonostante la legge regionale lo proibisca, vive un nuovo capitolo. Dopo lo scontro politico fra MpA da un lato e leghisti dall’altro e dopo, i due appelli da parte di sindaci schierati con Burgio oppure contro, adesso interviene un altro sindaco che è anche un avvocato amministrativista.

Parla il sindaco di Acate

“Parlo da avvocato amministrativista, prima ancora che da sindaco, e sono convinto di una circostanza molto semplice: dinanzi a un’azione di accertamento del diritto di elettorato passivo del sindaco di Serradifalco, la questione verrebbe probabilmente rimessa alla Corte costituzionale. Quest’ultima, alla luce di un orientamento che appare ormai chiaro, potrebbe dichiarare l’illegittimità costituzionale della norma siciliana che preclude il terzo mandato” sostiene Gianfranco Fidone, sindaco di Acate, intervenendo sulla vicenda relativa all’elezione del sindaco di Serradifalco.

No alle scorciatoie, serve il pronunciamento di un giudice

“Tuttavia, quella scelta dal sindaco di Serradifalco appare come una scorciatoia. Alla luce del quadro normativo vigente, sarebbe stata necessaria, prima della candidatura, una pronuncia giurisdizionale che a oggi non è intervenuta. In buona sostanza, a mio sommesso avviso, Burgio oggi non può essere sindaco di Serradifalco. Senza se e senza ma”.

Fidone esprime quindi il proprio sostegno alla posizione assunta dal sindaco di Melilli, Giuseppe Carta, e dagli altri primi cittadini che hanno aderito alla sua iniziativa: “Tornando a parlare nella mia veste di sindaco, condivido pienamente la posizione politica dell’amico Peppe Carta e degli altri sindaci che lo hanno seguito. Le norme si possono certamente discutere e modificare, ma fino a quando restano in vigore devono essere rispettate”.

Il terzo mandato è comunque un arma a doppio taglio

“Aggiungo che, al di là della legittimità costituzionale della disciplina elettorale siciliana, sono totalmente contrario all’introduzione del terzo mandato. La ragione è semplice: la politica è servizio e non può mai neppure rischiare di trasformarsi in una rendita perpetua di potere o di posizione. Riesco già a fatica a giustificare chi si candida per un secondo mandato, figuriamoci chi pretende di trasformare un servizio in un’ossessione”, conclude il sindaco di Acate.