Una sanità diversa e completamente nuova è possibile e le basi ci sono già. Ad indicare la strada è un documento firmato da tutti i direttori amministrativi delle 18 aziende sanitarie siciliane.

Diviso in sei aree il documento indica i punti cardine per lo sviluppo della sanità di oggi e di domani

Il manifesto dei Direttori amministrativi è stato firmato a conclusione di ExpoMedicina il salone dell’innovazione in sanità tenuto a palermo nei locali della fiera del mediterraneo. Un manifesto senza precedenti che indica la strada da seguire dal punto di vista dei Direttori amministrativi.

Si tratta di una iniziativa inedita, un passo decisivo verso una sanità integrata fra ospedale e territorio e che guarda sempre più all’esigenza del cittadino

“Un documento che rappresenta una vera e propria svolta – dice Maurizio Ninfa Presidente di ExpoMedicina – sono felice che ExpoMedicina sia stata l’occasione per i massimi esponenti dell’amministrazione della sanità siciliana di confrontarsi e giungere a questo documento che è, a tutti gli effetti, il manifesto per la sanità di domani”

Un nuovo ruolo per i Direttori Amministrativi

Non più semplici custodi dei conti, ma veri e propri registi dell’integrazione tra funzioni amministrative, sanitarie e gestionali.
Il Direttore Amministrativo assume oggi un ruolo chiave nella programmazione, nell’innovazione e nella gestione operativa, con l’obiettivo di trasformare risorse limitate in risultati concreti.
Le linee guida del Manifesto sono chiare: priorità definite, investimenti mirati, dati trasparenti e competenze solide.

Equilibrio, investimenti e capitale umano

Durante l’incontro, i Direttori hanno discusso temi cruciali come l’equilibrio economico-finanziario, la pianificazione strategica unica e la valorizzazione del capitale umano.
L’obiettivo comune è orientare gli investimenti verso risultati misurabili, migliorando gli esiti clinici, riducendo gli sprechi e potenziando la capacità produttiva del sistema sanitario.

Governance e accountability: dal “taglia e spera” al “scegli, misura, migliora”

Il nuovo paradigma punta su una governance moderna e flessibile, capace di valorizzare strumenti come il dossier clinico elettronico, la telemedicina e la data governance.
Il Direttore Amministrativo diventa guida nel garantire interoperabilità, process mining e superamento dei colli di bottiglia organizzativi.
Ogni progetto dovrà essere valutato in base al ROI clinico-organizzativo e al TCO, con KPI misurabili ex ante ed ex post, per garantire la massima trasparenza nell’uso delle risorse pubbliche.

Standardizzazione e qualità per una sanità equa

Standardizzare dove serve significa ridurre la variabilità e aumentare la produttività, garantendo la stessa qualità di cure per tutti i cittadini.
Dalla logistica del farmaco alla gestione delle sale operatorie e dei PDTA, il Direttore Amministrativo promuove, responsabilità definite e cicli di miglioramento continuo.

Sostenibilità e responsabilità sociale

Altro pilastro del Manifesto è la sostenibilità. Efficientamento energetico, contratti performance-based e servizi di prossimità liberano risorse da reinvestire nella cura e rafforzano la fiducia dei cittadini nel sistema pubblico. Il controllo di gestione integrato diventa uno strumento strategico: budget per centro di responsabilità, cruscotti mensili, audit sui processi chiave e monitoraggio della filiera procure-to-pay.
Non si tratta solo di chiudere i conti, ma di guidare le decisioni e prevenire gli scostamenti.

Una sanità vicina, efficiente e credibile

Il Direttore Amministrativo si conferma quindi come regista del valore pubblico, capace di connettere conti, persone, processi e tecnologie.
Ridurre la mobilità passiva non è uno slogan, ma una strategia concreta: selezionare linee cliniche prioritarie, potenziare le dotazioni e rafforzare le competenze significa trattenere i cittadini in Sicilia, migliorando la qualità dell’offerta e la fiducia nel sistema sanitario regionale.

La rotta è tracciata: poche priorità, investimenti che rendono, dati chiari e competenze in crescita.
Solo così la sanità siciliana potrà essere più vicina, efficiente e credibile — una sanità che non si limita a dichiarare il valore pubblico, ma lo realizza.

Tutti i firmatari

Ospedali Riuniti Papardo-Piemonte – Messina: Dott. Vincenzo Manzi
A.O.U. G.Martino – Messina: Dott.ssa Elvira Amata
A.O. Civico-Di Cristina-Benfratelli – Palermo: Dott. Vincenzo Barone
A.O.U. Policlinico Giaccone – Palermo: Dott. Sergio Consagra
Ospedali Riuniti Villa Sofia–Cervello – Palermo: Dott. Luigi Guadagnino
A.O. per l’Emergenza Cannizzaro – Catania: Dott.ssa Monica Castro
ASP Agrigento: Dott.ssa Ersilia Riggi
ASP Caltanissetta: Dott. Salvatore Lombardo
ASP Catania: Dott.ssa Tamara Civello
ASP Enna: Dott.ssa Maria Sigona
ASP Messina: Dott. Giancarlo Niutta
ASP Palermo: Dott. Ignazio Del Campo
ASP Ragusa: Dott. Massimo Cicero
ASP Siracusa: Dott.ssa Ornella Monasteri
ASP Trapani: Dott. Danilo Faro Palazzolo
Azienda ARNAS Garibaldi – Catania: Avv. Carmelo Ferrara
IRCCS Bonino Pulejo – Messina: Dott.ssa Avv. Maria Felicita Crupi

Il Manifesto integrale

Manifesto del Direttore Amministrativo SSR Sicilia — verso un sistema integrato e sostenibile

Il Direttore Amministrativo (DA) non è un mero custode dei conti: è il regista dell’integrazione. Coordina programmazione, operations e innovazione, trasformando risorse limitate in risultati visibili.
La regola d’ingaggio è semplice da dire e impegnativa da fare: priorità chiare, investimenti che rendono, dati trasparenti, competenze giuste.
Gli argomenti principali discussi tra i Direttori Amministrativi delle 18 Aziende Sanitarie in occasione dell’Expo Medicina 2025 di Palermo riguardano l’equilibrio economico-finanziario finalizzato ad un allineamento strategico unico fondato su bilancio, investimenti, fabbisogni, tecnologie mirato anche valorizzare il capitale umano per indirizzare gli investimenti migliorando gli esiti anche tagliando sprechi e aumentando la capacità produttiva.
Adottare un modello di Governance e Accountability moderno e flessibile per rafforzare dossier clinico, telemedicina e data governance, per ridurre tempi morti, aumentare il throughput e prendere decisioni data-driven. Qui il Direttore Amministrativo guida l’interoperabilità, il process mining per scovare colli di bottiglia. Dal “taglia e spera” al “scegli, misura, migliora”: usare ROI clinico-organizzativo e TCO per selezionare progetti che impattano su liste d’attesa, esiti e patient experience. Ogni euro deve parlare tramite KPI ex-ante ed ex-post.
Anche l’organizzazione rappresenta una leva strategica perché riduce la variabilità. La logistica del farmaco, l’utilizzo delle sale operatorie e la definizione dei PDTA vanno standardizzati dove ha senso: meno variabilità, più produttività, stessa qualità per tutti. Il DA abilita SLA interni, RACI chiari e cicli di miglioramento continuo.
Altro tema è quello della sostenibilità e della responsabilità sociale. L’efficientamento energetico e contratti performance-based liberano risorse per la cura; prossimità dei servizi e trasparenza rafforzano la fiducia dei cittadini. In questo contesto un ruolo importante è assolto dal controllo di gestione integrato che oggi rappresenta un alleato della Direzione: budget per centro di responsabilità, cruscotti mensili leggibili, audit sui processi chiave e filiera procure-to-pay sotto controllo. Più che “chiudere i numeri”, significa guidare le scelte e prevenire scostamenti.
Direttore Amministrativo, non è un semplice amministratore, ma è il regista dell’integrazione: mette a sistema conti, persone, processi e tecnologie per trasformare risorse limitate in risultati visibili. Ridurre la mobilità passiva non è uno slogan: è una strategia di portafoglio. Selezionare 2-3 linee cliniche prioritarie con piani di recupero, potenziando dotazioni, competenze e agenda operatoria dove serve può condurre il sistema verso il cittadino. Così i cittadini restano e le risorse circolano dentro il territorio.
Il Direttore Amministrativo è il regista del valore pubblico: fa lavorare insieme conti, persone, processi e tecnologie per produrre risultati visibili. La rotta è chiara: priorità poche e giuste, investimenti che rendono, dati chiari, competenze in crescita.
Così la sanità siciliana diventa più vicina, efficiente e credibile: i pazienti restano perché la qualità è di casa. Perché il valore pubblico non si dichiara: si consegna.