A distanza di quasi 24 ore dalle tensioni e dagli scontri verbali avvenuti ieri sera in via D’Amelio quando i manifestanti delle Agende rosse e delle varie altre componenti sono entrati in contatto con la fiaccolata organizzata dai movimenti di destra arrivata sul posto, tocca a salvatore Borsellino esprimere il rammarico del Movimento con un post sui social.
“In merito alle tensioni verificatesi la sera del 19 luglio 2026 in Via D’Amelio, il Movimento delle Agende Rosse si rammarica del fatto che un coro nato da alcune delle variegate componenti sociali e studentesche, soprattutto giovanili, che partecipavano alla manifestazione, un coro che avrebbe potuto essere condiviso da tutti, anche dalla fiaccolata arrivata a tarda sera in Via D’Amelio, perché riecheggiante un grido – “Fuori la mafia dallo Stato” – da noi sempre sollevato e che ritenevamo condivisibile anche da questo corteo, abbia invece potuto essere interpretato come una provocazione” dice Borsellino.
Un rammarico ma anche una nuova polemica
Ma al rammarico si aggiunge la nuova polemica “Questo lascia sicuramente perplessi perché riteniamo che la maggior parte delle persone che partecipano da anni a questo corteo, indipendentemente dai politici che se ne pongono alla guida, siano d’accordo e condividano questa affermazione: “Fuori la mafia dallo Stato”.
“Il Movimento delle Agende Rosse aveva però preso degli accordi con la Digos riguardo alla condivisione e al rispetto degli spazi e dei tempi delle diverse manifestazioni e, dato che gli accordi erano stati rispettati dalla controparte, si rammarica del fatto che questa iniziativa spontanea – che personalmente non critico nel merito ma nel momento – abbia potuto dare l’occasione, a chi forse non aspettava altro, per accusarci di non rispettare gli accordi”.
La contestazione era organizzata ma in altra forma
Poi Borsellino si assume il ruolo di mediatore che non è riuscito a svolgere perché non è arrivato per tempo “Se mi avessero fatto arrivare ai piedi dell’olivo all’arrivo della fiaccolata, come ho tentato di fare, sarei stato in grado di bloccare sul nascere queste iniziative, ma le forze dell’ordine, che peraltro hanno gestito egregiamente la situazione, non me lo hanno permesso e quindi non tutti hanno rispettato le nostre disposizioni che erano quello di contestare i componenti del sistema di potere che si pone alla guida del corteo soltanto girando le spalle ed alzando l’Agenda Rossa”.
“Si è trattato di un difetto di comunicazione tra le varie realtà aderenti alla manifestazione del quale ci scusiamo e su cui sicuramente miglioreremo in futuro”.






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