Un approccio rivoluzionario per guardare alla vita con nuove energie e nuove speranze.
Si è tenuto ieri a Villa Filippina a Palermo l’evento “Semi di gentilezza: la danza dei Valori”, che ha visto protagonista l’autore bestseller ed esperto internazionale nelle scienze del benessere Daniel Lumera, affiancato dalla ballerina Beatrice Carbone, solista del Teatro alla Scala di Milano.

L’evento, promosso da Associazione di Volontariato La Goccia, Vivi Sano Onlus e SporT21 Sicilia, con il patrocinio del Comune di Palermo e in collaborazione con CeSVoP Centro di Servizi per il Volontariato di Palermo e My Life Design Academy, si è aperto con la proclamazione della città, alla presenza delle Autorità, quale “Capoluogo Gentile” della Sicilia.

Palermo è così il primo comune della Regione Siciliana ad aderire al movimento “Italia Gentile” e ad unirsi ufficialmente agli altri comuni gentili d’Italia – quali Bari, Arco (TN), Sirolo (AN) e Soave (VR), oltre alla Repubblica di San Marino, primo Stato gentile -, impegnandosi a riconoscere la gentilezza come valore sociale in grado di incrementare benessere e longevità e a realizzare iniziative a beneficio della collettività che riguardino diversi ambiti, dal sociale alla cultura, dall’urbanistica al turismo, sino alla ristorazione.

Nell’occasione Daniel Lumera ha presentato il suo ultimo libro “Biologia della Gentilezza” (Mondadori, 2020), scritto a quattro mani con la professoressa Immaculata De Vivo, epidemiologa della Harvard Medical School e tra i massimi esperti mondiali di genetica del cancro.

Spiega Daniel Lumera: “La gentilezza è di fatto una medicina naturale, vuol dire che incide sulla nostra longevità e sulla qualità della vita. E’ quindi non è più una questione morale, etica, religiosa o sociale ma diventa una questione di salute, di benessere, di sopravvivenza aiutati dall’essere gentili”.

E ancora: “C’è una grandissima esigenza sociale, nel senso che questi sono tempi in cui il linguaggio, anche politico è molto violento. Si cerca di suscitare un senso di identità e di appartenenza attraverso la creazione di un nemico o la colpevolizzazione.
Parlare di gentilezza è rivoluzionario perché si crea identità a partire dalla cura dell’altro, dalla reciprocità, da un sentimento amorevole. Io credo che questa sia una necessità di tutti. Come mi raccontava mio nonno, nel dopoguerra, sono ripartiti nella ricostruzione di se stessi e della società a partire dalla cooperazione, dalla solidarietà e non dalla competizione.
Quindi ci vogliono elementi di reciprocità per vivere meglio, e la gentilezza è uno di questi”.

Presente all’evento anche Giampiero Gliubizzi, presidente di SporT21 Sicilia.
“Oggi noi siamo particolarmente contenti di essere qui – dichiara – perché seguiamo la stessa visione del libro presentato. Noi siamo una società sportiva che lavora con i ragazzi con disabilità e l’obiettivo nostro principale è quello di trovare non soltanto la gentilezza all’interno del nostro sport ma anche l’equilibrio. Noi facciamo judo principalmente, e cerchiamo di far trovare a questi ragazzi l’equilibrio, sia fisico che mentale.
Con il nostro sport riusciamo quindi a rintracciare questa condizione che aiuta i ragazzi. Oggi siamo qui proprio per conoscere quali altri motivi di interesse ci possono coinvolgere e portare avanti anche la stessa attività e la stessa iniziativa attraverso un’altra metodica di intervento che è proprio quella dello sport”.