Emergono nuovi particolari nell’inchiesta che ruota attorno al sequestro degli immobili in cui si trova la palestra  Virgin Active di Palermo. Migliaia di iscritti della Palermo bene sono ancora increduli dopo i sigilli in via Ventura. Secondo quanto emerge, era un’altra l’impresa incaricata di consegnare chiavi in mano la superpalestra Virgin Active. La ditta decise di rinunciare ai lavori. Si tratta della LE.IL costruzioni che era stata inizialmente chiamata dalla Euro real estate, poi subentrata alla Euroleasing Company, amministrata da Filippo Basile, proprietaria dell’immobile per costruire il centro fitness all’avanguardia, ma che poi ci aveva ripensato. Lo riporta il Giornale di Sicilia.

Il particolare viene fuori dal provvedimento di sequestro firmato dal gip Fabio Pilato. Il legale rappresentante Francesco Baucina è stato ascoltato come teste nel procedimento che vede coinvolti Filippo Basile, 41 anni, amministratore della Euroleasing Company spa,  proprietaria dell’immobile, figlio di Rosario Basile titolare della ditta di vigilanza privata Ksm; Antonino Lo Duca, 53 anni, progettista e direttore dei lavori fatti per ampliare la struttura; Tommaso Castagna, 64 anni, responsabile della società esecutrice dei lavori, oltre che l’architetto Giuseppe Monteleone, già capo dello Sportello unico per le attività produttive e altri due colleghi del municipio, Antonino Zanca e Sergio Marinaro che istruirono la pratica.

Baucina avrebbe messo a verbale che prima della firma sui progetti per la realizzazione del solaio, si accorse che erano irrealizzabili. I committenti avrebbero anche chiesto una polizza assicurativa di 10 anni a garanzia dei lavori eseguiti. Così la ditta rinunciò alla realizzazione dei lavori che sarebbero stati poi portati a termine dall’impresa di costruzioni di Castagna.

La struttura sarebbe a rischio sismico come ha evidenziato un consulente tecnico del pm. “Si tratta di interventi particolarmente pesanti – scrive in una relazione – che sono stati fatti gravare su una struttura preesistente progettata negli anni Novanta (l’ex palestra Avantgarden) per sopportare pesi ben inferiori”. Intanto i legali di Basile chiederanno il dissequestro della struttura dal momento che le “carte sarebbero tutte in regola”, come dice l’avvocato Sergio Monaco, legale dell’amministratore della società proprietaria dell’immobile.