“Noi continuiamo a sostenere che si tratta di un’opera strategica indispensabile, non solo per la Sicilia ma per tutto il Paese e per l’Europa, realizzarla significherebbe anche intensificare la disponibilità finanziaria messa in campo da Anas e Ferrovie per migliorare i collegamenti nell’Isola, l’alta velocità senza il Ponte non significherebbe nulla e non avrebbe senso fermarla a Reggio Calabria. Bisogna lavorare intanto sul raddoppio della linea ferroviaria Palermo-Catania e sulla Catania-Messina, da solo il trasporto gommato non può bastare per garantire la continuità territoriale,. Siamo dell’idea – aggiunge Milazzo -, che il governo nazionale debba intensificare il monitoraggio sull’opera del Ponte, la spesa prevista di 3 miliardi e mezzo di euro non è impossibile e potrebbe essere supportata anche da una partnership privata, ma ci consentirebbe di dotare la Sicilia di una infrastruttura indispensabile anche per il rilancio del tessuto produttivo ed economico”. “La crisi ha ormai raggiunto punte allarmanti, ciò che è mancato finora, è stata una visione complessiva di sviluppo, bisogna uscire dalla crisi e per farlo servono infrastrutture, un sistema dei trasporti funzionante e interventi che aumentino la capacità attrattiva dell’Isola per nuovi investimenti”. A concludere il segretario nazionale Fit Cisl Antonio Piras. “La Sicilia in quanto isola dovrebbe vivere di trasporti, dovrebbe essere al primo punto della strategia dei governi e invece le nostre Isole italiane muoiono di trasporti come quello ferroviario, sono insufficienti gli investimenti per il settore non può essere che al Nord funzioni la freccia rossa e al Sud il servizio sia così tanto carente e marginale rispetto al sistema dei trasporti regionale, un sistema che deve essere integrato e funzionante. A giovarne sarebbe non solo il turismo ma tutta l’economia isolana”.
Servizi ferroviari al palo in Sicilia, il rilancio dell’isola parte da qui (VIDEO)
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