La Seus si prepara a richiamare in servizio, dal 1° luglio, il personale impiegato nelle convenzioni con le aziende socie. e scatta un allarme senza precedenti nelle aree dove questo personale opera.
Una decisione che coinvolge lavoratrici e lavoratori che, da oltre quindici anni, operano stabilmente nelle strutture sanitarie regionali, soprattutto come Operatori sociosanitari nelle Asp e negli ospedali di Palermo, Caltanissetta, Enna e Agrigento, e che rischia di creare un vuoto significativo nei reparti in cui sono inseriti.
Gli 80 socio sanitari impiegati al Civico di Palermo
La decisione di SEUS riguarda anche il rientro di circa 80 Operatori Socio-Sanitari in servizio da oltre quindici anni presso l’ARNAS Civico Di Cristina Benfratelli e “rischia di produrre conseguenze gravissime sull’organizzazione ospedaliera e sulla continuità dell’assistenza sanitaria” sostiene il deputato regionale Giuseppe Lombardo.
“Parliamo di operatori che in tutti questi anni hanno rappresentato una componente essenziale del funzionamento dell’ospedale, garantendo con professionalità e spirito di servizio l’attività del Pronto Soccorso, delle sale operatorie e di numerosi reparti strategici. È quindi incomprensibile anticiparne il rientro senza che siano state predisposte le necessarie misure organizzative per sostituirli”.
Percorso condiviso parlava del 1° ottobre
“Esisteva un percorso condiviso che fissava al 1° ottobre il termine per completare il passaggio, proprio per consentire all’ARNAS di organizzare gradualmente la sostituzione del personale. Nel frattempo la Direzione generale dell’ospedale aveva già avviato le interlocuzioni con l’Assessorato regionale della Salute per ottenere l’aumento del tetto di spesa e l’incremento della dotazione organica. Anticipare unilateralmente i tempi significa compromettere questo lavoro e mettere seriamente in difficoltà uno dei principali ospedali della Sicilia”.
“La vicenda è resa ancora più delicata dal fatto che per SEUS si rende necessario un intervento normativo in deroga che, ad oggi, non risulta ancora definito. Proprio su questo ci impegneremo nelle sedi istituzionali competenti. Per questo appare ancora più incomprensibile assumere decisioni che rischiano di determinare un vuoto di organico prima ancora che il quadro normativo sia stato completato”.
Lombardo annuncia quindi un’immediata iniziativa parlamentare
“Abbiamo chiesto con la massima urgenza la convocazione di un tavolo tecnico tra Regione Siciliana, Assessorato della Salute, SEUS, ARNAS Civico e organizzazioni sindacali oppure, in alternativa, un’audizione urgente delle parti presso la Commissione Salute dell’Assemblea Regionale Siciliana, affinché venga sospesa ogni iniziativa unilaterale e si individui una soluzione condivisa che garantisca sia la continuità assistenziale sia la tutela dei lavoratori”.
“Esprimiamo piena solidarietà agli 80 Operatori Socio-Sanitari coinvolti e il massimo sostegno all’ARNAS Civico, che rischia di perdere improvvisamente professionalità indispensabili al funzionamento dei reparti. I lavoratori non possono diventare vittime di decisioni improvvise e prive di un adeguato percorso organizzativo”.
“La salute dei cittadini deve restare la priorità assoluta. Nessuno può permettersi di utilizzare il sistema sanitario come terreno di scontro istituzionale. Se da questi provvedimenti dovessero derivare disservizi tali da compromettere la continuità dell’assistenza, valuteremo tutte le iniziative consentite dall’ordinamento a tutela del servizio pubblico e dell’interesse della collettività. Interverremo con ogni mezzo istituzionale per evitare che venga messo in ginocchio uno dei più importanti ospedali della Sicilia” conclude.
Sindacati sul piede di guerra
La scelta dell’azienda, formalizzata nelle scorse ore, non sorprende del tutto i sindacati, ma viene giudicata “l’ennesima conferma di una gestione miope e priva di una visione strategica” affermano in una nota congiunta Fp Cgil Sicilia, con il segretario generale Francesco Fucile e la segreteria regionale Monica Genovese, e Cisl Fp Sicilia, con il segretario generale Daniele Passanisi e il coordinatore regionale Seus Claudio Marsiglia, che da anni denunciano la carenza di personale e l’assenza di un piano strutturato per affrontare l’invecchiamento e l’usura della forza lavoro.
“L’assottigliamento della dotazione organica e la senescenza del personale erano fenomeni prevedibili — sottolineano le organizzazioni sindacali — e un’azienda consapevole avrebbe dovuto programmare per tempo percorsi di ricambio generazionale e soluzioni per tutelare i lavoratori, invece di ricorrere a provvedimenti improvvisati che rischiano di compromettere la qualità dei servizi”.
“Non possono essere i lavoratori a pagare le conseguenze di scelte tardive e inefficaci — è affermato ancora in un documento —. Il rientro forzato del personale dalle convenzioni rischia di creare disagi sia alla Seus sia alle aziende sanitarie che, fino a oggi, hanno potuto contare su operatori formati e perfettamente integrati nei reparti”.
Il provvedimento, spiegano i sindacati, appare “inefficace e affrettato”, soprattutto in un settore — quello dell’emergenza urgenza — che rappresenta un pilastro del sistema sanitario regionale e che necessita di stabilità, continuità e programmazione. “Serve aumentare la dotazione organica, non spostare il problema da un ufficio all’altro», aggiungono i sindacati che evidenziano come «la tutela psicofisica dei lavoratori e la qualità del servizio non possono essere sacrificate sull’altare dell’emergenza gestionale. È indispensabile aprire subito un confronto vero”.
L’azienda: “percorso nel rispetto di quanto concordato con l’Assessorato”
Relativamente al futuro delle convenzioni con le aziende socie e al reinserimento nel servizio di emergenza-urgenza 118 del personale ora impiegato in servizi secondari la SEUS sottolinea: “Il percorso prosegue nel pieno rispetto degli indirizzi dell’Assessorato regionale della Salute e attraverso una costante interlocuzione istituzionale, finalizzata a garantire la continuità del Servizio di Emergenza-Urgenza 118 e la salvaguardia dei livelli assistenziali per i cittadini. Si precisa, altresì, che eventuali incontri, iniziative o comunicazioni promossi da singoli dipendenti sono intrapresi autonomamente e non costituiscono attività condivise o autorizzate dalla Governance della SEUS. Continueremo ad operare in piena sintonia con l’Assessorato regionale della Salute, perseguendo esclusivamente l’interesse pubblico, la tutela dei lavoratori e la continuità del Servizio di Emergenza-Urgenza 118 a favore dei siciliani”.
La richiesta di un tavolo e l’annuncio della mobilitazione
Ma Fp-Cgil e Cisl Fp chiedono la sospensione immediata del provvedimento e l’apertura di un tavolo con Seus, assessorato regionale della Salute e aziende sanitarie interessate, per individuare soluzioni condivise e sostenibili. I sindacati annunciano inoltre che i lavoratori sono pronti alla mobilitazione qualora non arrivassero risposte concrete. L’appello si inserisce nel quadro più ampio delle criticità del sistema sanitario regionale, già messo alla prova da carenze strutturali, pensionamenti non sostituiti e un crescente fabbisogno di personale qualificato.






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