Dopo la prima cura dimagrante e dopo il rigonfiamento in commissione bilancio, arrivano nuovi tagli per la Finanziaria regionale. Sulla legge di stabilità cala la scure della Presidenza dell’Ars. Cassati sei articoli e due commi di altri due articoli per “incostituzionalità. Cade il vincolo dei cinque anni fuori dall’Italia per la norma sul cosiddetto “modello Portogallo” che concede benefici fiscali ha chi stabilisce la residenza in Sicilia; scompaiono le norme su “mediatore da diporto e istruttore di vela”, sull’utilizzo del personale per attività di mitigazione del dissesto idrogeologico, quella che permetteva negli immobili esistenti, ricadenti nelle zone C e D dei parchi naturalistici regionali, l’attività di turismo rurale, agriturismo e B&b.

E ancora: spariscono le norme sul transito del personale ex Pumex nella Resais Spa, sull’inclusione tra le spese di funzionamento dei gruppi parlamentari dell’Ars delle spese di pulizia e di energia elettrica, sulle spettanze dovute ai professionisti per procedure di rilascio di titoli abilitativi edilizi. D’intesa con gli uffici, il presidente dell’Ars Giafranco Miccichè, ha poi elencato una serie di articoli per i quali è stata chiesta al governo la riformulazione per allineare le norme a quelle nazionali e comunitarie; riguarda gli immobili dei Consorzi Asi, le disposizioni per il personale del Consorzio per le autostrade siciliane e quelle in materia di demanio marittimo, gli incarichi dirigenziali di livello non generale, le disposizioni sulla realizzazione di impianti fotovoltaici o solari di grandi dimensioni su terreni agrari coltivabili, l’installazione dei punti di ricarica elettrica nei distributori di carburante nelle autostrade e nei grandi impianti e la stabilizzazione del personale sanità penitenziaria.

Per un altro blocco di norme, Miccichè ha sollecitato il governo a presentare un parere per capire l’impatto sul bilancio regionale: la stabilizzazione del personale delle Camere di commercio e del personale precario, il trasferimento degli immobili della società ex Sanderson, il trasferimento delle aree e dell’unità abitative Iacp di Messina, le modifiche di norme in materia di attività produttive.

“Un bilancio lacrime e sangue con tagli lineari che colpiscono praticamente tutti i settori, di cui faranno le spese i siciliani” commentano comunque i deputati M5S all’Ars al bilancio discusso oggi a sala d’Ercole.

“Esa, consorzi di bonifica, trasporto pubblico locale e disabili, solo per fare qualche esempio – affermano i deputati – sconteranno colpe, di cui, come al solito, non si conosceranno mai i colpevoli. Siamo di fronte ad un governo senza strategie e senza soluzioni, che si appiglia soltanto alla benevolenza del governo nazionale per tirare a campare”

“Comunque – concludono i parlamentari 5stelle – Musumeci può dirsi contento: sta portando a casa il grandissimo risultato di limitare l’esercizio provvisorio ad un solo mese. E per questo esecutivo del nulla è già tantissimo”.

Si concentra sul bilancio internod ell’Ars, invece, uno dei deputati questori “Un serio intervento finalizzato all’efficienza e al risparmio a cominciare dai tetti degli stipendi come non è stato fatto nemmeno alla Camera né al Senato e tutto ciò – sottolinea Giorgio Assenza, che ha illustrato il Bilancio interno nella sua qualità di presidente dei Questori Ars – malgrado l’iscrizione in bilancio della previsione delle somme relative ai concorsi per nuove assunzioni, con una economia di oltre un milione e mezzo dai trasferimenti della Regione”.

“Proseguiamo il delicato e impegnativo compito di contenimento dei costi non compromettendone la funzionalità e, addirittura, aumentandone la sicurezza, quale obiettivo sensibile – ha spiegato concludendo Assenza – non tralasciando la stessa struttura di Palazzo Reale, ormai patrimonio Unesco, oggetto di necessari restauri e indispensabili ristrutturazioni in corso e già programmate”.

Dopo l’approvazione del bilancio interno dell’Ars e dell’articolato del bilancio della Regine, comunque, la seduta, formalmente aperta, è stata aggiornata all’11 febbraio per dare tempo ai lavori necessari per il chiarimento ma si resta in gestione provvisoria anche se i tempi si allungano