Riparte l’esame della manovra economica all’Ars. La conferenza dei capigruppo, dopo due rinvii successivi,  ha finalmente  deciso di esaminare in commissione Bilancio il ddl di Bilancio, la legge di Stabilità ed il “collegato generale” ovvero il primo ddl che era stato trasmesso dalla giunta già alla sera di lunedì, dopo la maratona di 12 ore di domenica nel ‘ritiro’ di Pergusa. Il lavoro della commissione dovrà terminare entro il 25 gennaio. Gli altri tre ddl “collegati” esitati dalla giunta regionale nella stessa seduta ma trasmessi all’Ars solo ieri, verranno discussi dopo la sessione di Bilancio come disegni di legge autonomi, sganciati dunque dalla manovra. In pratica l’indicazione rispetta quella che era l’idea del governo ma i deputati hanno voluto prima vedere cosa contenessero questi tre ddl. Un doppio rinvio che si sarebbe, dunque, potuto evitare , evitando, al tempo stesso, di perdere praticamente per intero questa settimana ormai finita. Rinvii che appaiono più di natura politica che tecnica anche se hanno un appiglio tecnico.

Tutta la prossima settimana, dunque, trascorrerà per i lavori  della Commissione Bilancio e delle commissioni di merito. Il 25 si potrebbe incardinare la manovra in aula e dare il termine per gli emendamenti e la settimana successiva entrare nel vivo della discussione a Sala d’Ercole.

Il governo vorrebbe approvare la manovra entro il 31 gennaio ma ci saranno, di fatto, solo 4 giorni utili per la discussione del plenum del parlamento. Molto dipenderà dal numero di emendamenti e dal clima d’aula che si respirerà a partire dal 28 gennaio

“La montagna ha partorito il topolino. Un solo ddl ‘collegato’ sarà trattato in sessione di bilancio. Dopo aver paralizzato per giorni l’Ars il governo torna al punto di partenza – dice ilc apogruppo Pd Giuseppe Lupo scaricando il ritardo sul governo -. Come avevamo sostenuto il blocco dei ‘ddl collegati’ era formato in gran parte da norme che poco o nulla avevano a che fare con la manovra economica”.

“All’esame del parlamento resta dunque una manovra, composta da bilancio legge di stabilità e da un ‘collegato generale’ di poche e confuse norme. Il PD – conclude – farà opposizione e avanzerà proposte sia in Commissione che in Aula nell’interesse della Sicilia”.

“Purtroppo siamo stati facili profeti – sostengono, invec, i 5 stelle che parlano di paralsi non superata -. In campagna elettorale abbiamo ripetuto fino alla nausea che l’accozzaglia di partiti messa su da Musumeci per vincere le elezioni avrebbe legato le mani al presidente della Regione e non gli avrebbe permesso di governare. Altro che riforme epocali, questo governo non caverà mai un ragno dal buco”.

“La vera notizia – dice il capogruppo Francesco Cappello – è che finalmente si è riusciti a fare la riunione dei capigruppo, cosa che di questi tempi è già tantissimo. Per il resto un piccolo passettino in avanti: la settimana prossima dovrebbero riprendere i lavori della seconda commissione su Bilancio e Finanziaria, mentre il collegato generico dovrebbe andare nelle commissioni di merito. E in entrambi i casi il condizionale è d’obbligo. Di certo con questo governo c’è che si naviga a vista e con una pletora di famelici timonieri in plancia di comando, mentre la Sicilia aspetta”.

Lapidario il commento del governatore Nello Musumeci “Le scelte del Parlamento meritano sempre rispetto da parte del governo che ha trasmesso all’Ars la legge di bilancio e la legge di stabilità già il 20 dicembre, questo non avveniva da qualche anno”.