La Regione siciliana si farà carico delle spese sostenute dai pazienti che ricorrono alla cannabis per uso terapeutico. Lo prevede un decreto firmato dall’assessore alla sanità, Ruggero Razza. Il farmaco sarà gratuito per i pazienti affetti da dolore cronico e neuropatico e da spasticità da sclerosi multipla, e che si rivolgeranno alle strutture sanitarie pubbliche.

Spetta ai medici delle Aziende sanitarie pubbliche regionali, specialisti di anestesia e rianimazione, neurologia e dei centri di terapia del dolore prescrivere ai pazienti la terapia con la cannabis per una durata massima di sei mesi; il preparato potrà essere richiesto dal paziente nelle farmacie ospedaliere.

Al momento, però, in Sicilia queste farmacie non producono il farmaco, per cui il decreto prevede che la Regione firmi convenzioni con i privati. Sono cinque le farmacie private che producono il farmaco, si trovano ad Agrigento, Catania, Palermo, Ragusa e Siracusa.

Il decreto della Regione siciliana è il punto di arrivo di un lavoro portato avanti, per oltre un anno, da un tavolo tecnico istituito dall’assessore alla Sanità e richiesto da alcune associazioni, tra cui Bister di Catania ed “Esistono i diritti” di Palermo.

“Ringraziamo l’assessore Razza per la sensibilità dimostrata e per il decreto appena firmato – dice Giuseppe Brancatelli di Bister – è un risultato importante, come associazioni continueremo la nostra azione affinché sia allargata la platea di patologie per la somministrazione gratuita del farmaco”.

Un passo in avanti forte da parte della Sicilia nonostante governata da un esecutivo di centrodestra. Una scelta che va in direzione opposta rispetto a quelle fatte dal governo nazionale nell’ultimo periodo a iniziare dalle scelte del primo governo Conte, quello gialloverde. Che si andasse in questa direzione era apparso chiaro già a novembre quando proprio l’assessore Razza spiazzò tutti dichiarandosi non contrario all’uso della cannabis per scopi terapeutici.

“Non sono contrario all’avvio di una campagna di comunicazione e informazione sull’uso terapeutico della cannabis e neppure a fare un approfondimento sull’idea di coltivare le piante in Sicilia, voglio però il supporto giuridico e scientifico” aveva dichiarato l’assessore alla salute.

Un’apertura dunque inaspettata da parte dell’assessore, appartenente a quella destra non favorevole alla coltivazione legale della marijuana.

Secondo le dichiarazioni di Razza di due mesi fa il tema della cannabis terapeutica va approfondito, proprio da un tavolo tecnico  dal quale possono ora arrivare “proposte concrete, supportate dal punto di vista giuridico e scientifico”.

Nel giro di un paio di mesi si è passati dalla dichiarazione di principio ad un decreto che materialmente inserisce fra i farmaci rimborsabili o erogabili del servizio sanitario regionale anche quelli cannabinoidi a patto e condizione che servano specifiche terapie del dolore. Una scelta destinata certamente a sollevare polemiche nell’uno o nell’altro senso.

in Sicilia sono tantissime le persone che vorrebbero curarsi con la cannabis e che chiedono a gran voce che venga coltivata, sempre per usi terapeutici, nell’Isola.

Attualmente la cannabis a uso terapeutico a livello industriale è prodotta solo dall’Istituto farmaceutico militare di Firenze che, nel 2020, potrà distribuirne 500 chili alle farmacie. Inoltre possono importare la cannabis dall’Olanda e dal Canada anche gli ospedali con laboratori galenici, ma si tratta di circa 700 chili non sufficienti per soddisfare le necessità dei malati.

“L’approvazione del decreto Razza sulla gratuità della cannabis terapeutica in Sicilia è un primo passo positivo” commentano dall’associazione Coscioni. “Con la presa in carico della Regione delle spese sostenute dai pazienti che ricorrono alla cannabis terapeutica, si registra un avanzamento significativo, dove ha giocato soprattutto l’azione continua di associazioni che da tempo si battono per i diritti dei malati, com’è il caso di Cannabis Cura Sicilia”.

“Purtroppo, le esigenze dei malati non possono ancora dirsi soddisfatte in pieno – continua la nota -. A fronte della garanzia di un rimborso per chi deve curarsi, si dovrà tener conto di un aumento delle domande dei prodotti andando ad aggravare la già precaria reperibilità dei derivati prescrivibili. Fino a quando permarranno gli attuali livelli di produzione nazionale, le problematiche di distribuzione nelle farmacie che ostacolano la reperibilità della cannabis terapeutica, garantire le cure per tutti continuerà a essere una reale difficoltà”.

Occorre che la Regione Siciliana – aggiunge -, coordinandosi con le altre che hanno adottato delibere in questo senso, coordini un’iniziativa nei confronti del Governo con il fine di candidarsi a produrre cannabis terapeutica per i siciliani nel pieno rispetto della legge, temi certi e in quantità sufficiente per far fronte all’attuale – e futura – domanda di prodotti capaci di soddisfare i piani terapeutici di migliaia di persone.

L’Associazione segue da vicino alcune azioni di disobbedienza civile che, sotto controllo medico, vogliono passare all’autocoltivazione di cannabis per motivi terapeutici”.

“Proprio perché siamo contro ogni droga, ogni spacciatore e ogni possibile forma di legalizzazione delle sostanze stupefacenti. Proprio perché siamo contro tutto ciò, non possiamo negare a un siciliano malato di sclerosi, ove lo desiderasse e ritenesse necessario, di provare a lenire le sue sofferenze con i farmaci derivati dalla cannabis terapeutica, facendoci carico delle spese per questa cura. Prima di essere un atto amministrativo è un atto di civiltà” dice il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci,

“Con questo provvedimento – chiarisce l’assessore – forniamo un’importante risposta assistenziale ai pazienti siciliani che oggi non avevano alternative terapeutiche. Inoltre, essendo un provvedimento dinamico, ci permette già di considerare la possibilità di includere anche le patologie per le quali, in futuro e se supportate da maggiori evidenze scientifiche, sarà possibile riconoscere a carico del Sistema pubblico l’erogazione dei preparati da cannabinoidi”.