Le iniziative, se lodevoli e baciate dal successo, vanno riproposte. Ne sa qualcosa la casa editrice palermitana Torre del Vento che, sul finire del 2016, diede alle stampe un’antologia di scritti su Palermo affidati ad autori di rilievo, devolvendo parte dei proventi del volume in beneficenza. E che, dopo quasi tre anni, con “Sicilia dietro i vetri” (134 pagine, illustrazioni di Renato Galasso, 18 euro) ripete un’operazione simile allargata all’intera isola.

Il progetto che ha dato vita a “Sicilia dietro i vetri” è stato curato dal libraio della Feltrinelli di Palermo, Paolo Siena, si è avvalso del contributo di 25 scrittori siciliani e, quel che più conta, destina una buona quota dei ricavi provenienti dalle vendite del libro all’acquisto di strumenti di lavoro utili alle diagnosi di autismo da donare ad ambulatori qualificati.

Scrittori di qualità del panorama siciliano noti in tutta la Penisola non si sono sottratti alla proposta lanciata da una casa editrice giovane e sensibile ai temi della solidarietà qual è Torre del Vento. Ed ecco perciò spiccare tra i 25 autori, tutti comunque di dignitosissimo curriculum letterario, nomi come Evelina Santangelo, di casa all’Einaudi, o dei sempre più emergenti Roberto Alaimo e Gaetano Savatteri, punti di forza della Sellerio.

Il libro è un viaggio in lungo e in largo per la Sicilia, con 25 tappe. Tante quanti sono gli autori.

Si esplorano tutte le province dell’isola: da quella trapanese, dove Giacomo Pilati ci delizia con la descrizione della passeggiata alla Loggia (“La loggia smorza il respiro della città tra tacchi a spillo e manichini”, si legge nell’incipit) a quella messinese del racconto di Domenico Semiserio, originario della città dello Stretto e oggi residente a Parma.

Passando da Agrigento che, nelle pagine di Gaetano Savatteri, è la città “là dove andavano a morire tutti i treni”, da Enna, piena di richiami e ricordi per Filippa Ilardo, e in genere da quella Sicilia interna, rocciosa e lontana dal mare, così diversa dall’immagine da cartolina che si è soliti offrire dell’isola. Naturalmente il tour fa sosta a Palermo e nel suo circondario: Giuseppina Torregrossa, autrice tra le più gettonate e capace di calamitare i consensi di un’amplia platea di lettori, è spettatrice dell’”Acchianata di monte Pellegrino e della devozione panormita per la “santuzza”; Nino Vetri ci fa assistere alla processione dei santi in un paesino delle Madonie.

Al palermitano Roberto Alaimo l’arduo compito di creare un punto di collegamento tra il capoluogo e l’eterna rivale Catania. Se la cava egregiamente, da par suo, con un racconto on the road in cui protagonista è l’autostrada Palermo-Catania, eletta metafora delle incompiute e dei paradossi (amari) siciliani. A Catania è di scena un temporale visto con gli occhi di un bambino nella penna di Emanuela E. Abbadessa.

Ma “Sicilia dietro i vetri” non è solo un viaggio nei luoghi, è anche, a suo modo, un viaggio nel tempo. E ciò soprattutto nel racconto dell’alcamese Evelina Santangelo, ambientato in una Palma di Montechiaro in cui le suggestioni del passato legate al “Gattopardo” s’intrecciano con il degrado urbano del presente, ma anche in quelli delle palermitane Vanessa Ambrosecchio e Silvana Grasso, dove affiorano i ricordi dell’infanzia.

Al di là dei profili solidaristici che stanno alle radici del libro e al livello degli autori (tante le donne, sempre più in primo piano in letteratura), “Sicilia dietro i vetri” si fa apprezzare perché la Sicilia, nelle sue molteplici anime, offre una raffigurazione policroma, e ciò è ben colto nell’antologia.

Ed è lodevole inoltre per la cifra di scrittura, anch’essa variegata, comunque moderna e restia a rappresentazioni meramente folkloristiche e di maniera.