Riqualificazione del personale, è questo l’oggetto del contendere tra sindacati dei dipendenti regionali e giunta Musumeci. Ora le sigle sindacali sono sul piede di guerra e non usano mezzi termini per attaccare il presidente della Regione, fresco di dichiarazioni in conferenza stampa.

“Musumeci umilia i lavoratori”

“Nonostante le manifestazioni di piazza e il profondo malcontento dei lavoratori, il governo Musumeci ha deciso di
umiliare ancora una volta i dipendenti regionali: con delibera del 16 giugno scorso, infatti, l’esecutivo isolano ha dato disposizioni all’Aran di procedere col rinnovo del contratto senza la riqualificazione del personale, smentendo perfino una precedente delibera della stessa Giunta. Ma i sindacati autonomi, maggioritari, non svenderanno i lavoratori, rappresentando oltre il 60% dei dipendenti in servizio, e continuano a rivendicare la loro totale contrarietà a un contratto che non preveda la riqualificazione e riclassificazione del personale in un nuovo sistema organizzativo. Ne ha bisogno la macchina amministrativa, ne hanno bisogno i siciliani e ne hanno diritto i lavoratori”. Lo dicono le segreterie regionali dei sindacati Cobas-Codir, Sadirs e Siad-Csa-Cisal.

La richiesta del miglioramento del modello organizzativo

“Musumeci ha anche provato a scaricare sui lavoratori le inefficienze della politica, sparando a zero e insultandoli – continuano i sindacati autonomi – e ora li colpisce nel continuare a negare la loro professionalità e il diritto di lavorare in un’amministrazione organizzata in modo diverso. Gli aumenti previsti dal rinnovo contrattuale, in ogni caso, non sono a rischio: la proposta dell’Aran, invece, non contiene alcun miglioramento del modello organizzativo che non piace né ai lavoratori, né ai siciliani”.

La richiesta: riqualificare il personale

Dario Matranga e Marcello Minio del Cobas-Codir, Fulvio Pantano del Sadirs, Angelo Lo Curto e Giuseppe Badagliacca del Siad-Csa-Cisal inoltre ribadiscono la propria contrarietà e chiedono al Presidente Musumeci “una seria presa di coscienza sullo stato dell’amministrazione, dando impulso alla riclassificazione e riqualificazione del personale e integrando le risorse negli importi esatti, autorizzando l’utilizzo pieno delle somme stanziate in bilancio”.

Giunta metta in atto la delibera

“La riclassificazione del personale regionale non può essere abiurata con un atto irresponsabile che farebbe perdere la faccia sia al governo regionale che ai sindacati confederali. Occorre essere consequenziali rispetto alle decisioni assunte con la delibera 135 della Giunta regionale del marzo scorso”. Queste le parole di Vincenzo Figuccia, deputato di Prima l’Italia all’Assemblea regionale siciliana che sostiene la battaglia che stanno conducendo i sindacati. ” Chiedo pertanto che il governo della Regione dia mandato espresso all’Aran di procedere al rinnovo contrattuale ottemperando alle disposizioni sulla riclassificazione dei dipendenti. Se questo non dovesse avvenire sono pronto alla mobilitazione per far rispettare gli accordi ed evitare che i sindacati confederali, minoritari nella rappresentanza dei regionali, sottoscrivano accordi al ribasso che in un momento di crescita esponenziale dell’inflazione farebbe solo perdere potere d’acquisto a questi lavoratori già tartassati abbondantemente”.