Il “cantiere fantasma” del sottopasso di via Crispi, a Palermo, continua a far parlare di sè. L’area, delimitata ormai da oltre due anni a causa dei problemi relativi ai coprimuro laterali, è interessata dalla presenza di alcune reti in ferro.

Protezioni che, a causa del vento delle ultime settimane, hanno riportato seri danni. Così come le reti in plastica di delimitazione, ormai per terra insieme ai rifiuti che infestano la zona. Ciò a pochi passi dalla palma nana che è cresciuta rigogliosa sul ciglio della strada, diventando così simbolo dell’incuria e dello stato di abbandono vissuto dal sottopasso.

Randazzo (M5S): “Pericolo per auto e moto”

Sulla vicenda è intervenuto ai nostri microfoni il consigliere comunale del M5S Antonino Randazzo. L’esponente pentastellato ha così commentato i danni riportati dalla rete di protezione. “Il cantiere per il restringimento della carreggiata di via Crispi, in attesa che inizino questi lavori attesi incredibilmente da anni, si presenta in queste condizioni. Diventando così un pericolo per automobilisti e motociciclisti. Sto provvedendo a scrivere all’amministrazione comunale per avere informazioni in merito all’avvio dei lavori e per risistemare l’area di cantiere”.

Gli interventi, a cui si riferisca il consigliere Randazzo, dovranno interessare i coprimuro laterali, fortemente ammalorati a causa delle acque meteoriche e dell’incuria. In particolare, saranno sostituiti i ferri ossidati, logorati dall’azione degli agenti atmosferici, nonchè le coperture in calcestruzzo, alcune delle quali già crollate al suolo. Una situazione che ha costretto l’Amministrazione a limitare la carreggiata in entrambe le direzioni.

Un’area sulla quale vi è un forte traffico viario, in particolare di mezzi pesanti. La presenza degli imbarcaderi, da un lato, e le limitazioni sul ponte Corleone e sul ponte Oreto dall’altro, spingono i camionisti a muoversi nell’area del litorale. Ma il sovraccarico della viabilità coinvolge anche le auto. Ciò a causa del ripristino della Zona a Traffico Limitato, che costringe, chi non vuole pagare il pass, a ricorrere a strade alternative. Fra queste, appunto, via Francesco Crispi.

La vicenda del sottopasso di via Crispi

I lavori su via Crispi erano stati inseriti nell’accordo quadro relativo a passi e sottopassi nel triennio 2017-2020. L’area è invece transennata dal 2019, ma non hai mai visto partire i lavori di straordinaria manutenzione. Ciò in attesa della firma del contratto con una ditta disposta ad eseguire gli interventi.

L’Amministrazione aveva annunciato l’inizio dei lavori sul sottopasso a gennaio 2021. Nella nota, l’assessore Maria Prestigiacomo sottolineava che “proprio quello di via Crispi sarà fra i primi interventi, essendo il progetto dell’intervento già pronto“.  Il 9 febbraio veniva così firmato l’accordo con la Tecno Costruzioni, impresa aggiudicatrice dei lavori. Ma, come dicevamo, i lavori non sono mai partiti.

Ciò perchè la ditta attende, dagli uffici comunali, alcuni documenti necessari all’avvio dei lavori. Fra questi, quello relativo al piano di sicurezza. Dieci mesi dopo, l’azienda non ha ancora ricevuto le carte necessarie. Intanto, i muri laterali continuano a subire l’azione delle intemperie e delle acque meteoriche. I ferri, in molti casi, risultano ossidati ed esposti ulteriormente all’azione dell’aria. Al di là ciò, sarà comunque necessario attendere il 2022 affinchè il cantiere possa vedere quantomeno luce.

Dieci mesi di attesa per il protocollo di sicurezza

Proprio il rinvio degli interventi di manutenzione sulla struttura è stato uno dei punti evidenziato nella mozione di sfiducia diretta proprio nei confronti dell’assessore Prestigiacomo e depositata lo scorso 5 giugno a Sala delle Lapidi.

Un atto politico senza effetti vincolanti, nel quale però i firmatari sottolineavano una serie di criticità. Fra questi, i “disagi alla mobilità, alla vivibilità anche economica di interi comparti imprenditoriali gravemente danneggiati. Ad oggi infatti i lavori non sono neanche iniziati – scrivevano i consiglieri comunali nell’atto  -, nonostante l’area sia inadeguatamente transennata da anni, restringendo la carreggiata con determinazione di stato di pericolo per gli automobilisti che la percorrono anche a velocità sostenuta“.