La quarta sezione del tribunale di Palermo ha condannato 4 presunti componenti dell’organizzazione degli “spaccaossa”, dedita alle truffe alle assicurazioni con finti incidenti stradali e vere e proprie torture inflitte a vittime più o meno compiacenti. I giudici hanno anche alcune provvisionali per le assicurazioni che si erano costituite parte civile. 4 condanne

Come si legge sul Giornale di Sicilia, il collegio presieduto da Riccardo Corleo ha condannato il palermitano Francesco Paolo La Mattina a 4 anni e 10 mesi di reclusione. A 5 anni e 11 mesi è stato condannato Ciro Ioele, a 4 anni e 5 mesi Anna Campagna e a 4 anni e 4 mesi Luigi D’Onofrio. Gli altri imputati, tra i quali il falso pentito Salvatore Candura, considerato il leader del gruppo, Maurizio Furitano e Pietro Carollo erano già stai condannati in via definitiva avendo scelto il rito abbreviato.

L’operazione della Dia avvenne il 22 marzo 2016 in seguito ad una indagine,  coordinata dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca e dai sostituti Gaspare Spedale, Claudia Ferrari ed Annamaria Picozzi, che mise in luce almeno 14 falsi incidenti che avrebbero fruttato fino a 30 mila euro ciascuno.

Anna Campagna si sarebbe perfino fatta sfregiare il volto in stato di gravidanza per intascare il risarcimento dalle assicurazioni. Da alcune intercettazioni, inoltre, sarebbe emerso che la donna sarebbe stata disposta anche a proporre la figlia di 13 anni come vittima di un incidente fasullo in cambio di 14 mila euro. Come detto, a capo dell’organizzazione ci sarebbe stato il falso pentito Salvatore Candura, uno dei protagonisti del depistaggio di via D’Amelio.