Una indagine tecnica per capire come si comporta la frana e tentare di prevedere fino dove porterà la sua devastazione, ed una seconda indagine amministrativa per capire perché a Niscemi non si è fatto nulla per evitare che la frana divenisse così devastante nonostante i due episodi precedenti (1977 e 1997).

L’avanzata della frana nello studio dei VVF

Il Consiglio dei Ministri oggi sulla frana di Niscemi

Il Ministro della protezione Civile Nello Musumeci propone al Consiglio dei Ministro una serie di interventi e chiede di disporre una verifica sul perché i soldi stanziati per affrontare quella frana non siano mai stati usati. La fragilità del territorio di Niscemi, infatti, è cosa nota da 50 anni.

Musumeci si difende, poi, dalle accuse di non essere intervenuto quando era presidente della Regione e ricorda di essere stato il promotore della nascita dell’ufficio contro il dissesto che ha monitorato la situazione siciliana e lanciato centinaia di interventi dal 2022 e ribalta l’accusa sui sindaci che non hanno mai chiesto nulla alla Regione e neanche, il Comune di Niacemi, partecipato ai bandi per la messa in sicurezza del territorio. Per questo motivo, secondo Musumeci, nel Pnrr non furono destinate somme alla frana di Niscemi.

Cosa delibera oggi il CdM

Polemiche a parte oggi il Consiglio dei Ministri vara i primi provvedimenti per Niscemi, stop alle rate dei mutui bancari e di ogni altra obbligazione, cassa integrazione straordinaria e ammortizzatori sociali ed esenzione dai contributi per le imprese coinvolte nella vicenda e che attualmente sono inattive. La sospensione dei mutui è già operativa con decisione della maggiore banca attiva in Sicilia, Unicredit, nelle aree colpite dal ciclone Harry e presto potrebbe essere estesa a tutti i mutui così come oggi la giunta regionale di governo vara i primi aiuti alle imprese colpite dal ciclone.

Accantonata la delibera sul Ponte

Infine non verrà trattato oggi dal Consiglio dei Ministri il decreto Ponte sullo Stretto. Si tratta, però, solo di un rinvio per questioni di opportunità. I fondi per le due catastrofi naturali si troveranno. La Sicilia pensa ad una parziale rimodulazione dei fondi Fsc ma non al ricorso ai fondi del Ponte. Intanto Raffaele Fitto, Vice Presidente della Commissione Europea, conferma che Bruxelles si sta attivando ieri la delegazione di Forza Italia ha invitato la Commissione a visitare i luoghi del disastro ed ha ottenuto come risposta rassicurazioni circa l’attenzione a quanto accaduto lasciando aperta la speranza dell’attuazione del programma “Restore” che potrebbe far arrivare fondi europei consistenti per la ricostruzione.

Nella foto e nel video l’elaborazione grafica pre e post frana realizzata dagli esperti di topografia dei Vigili del Fuoco