“Quello che sta succedendo alla Rap e attorno all’azienda è un terremoto, non certo una vicenda da nulla. E siccome a indagare è l’antimafia, sento la necessità di far emergere altro. Di sottolineare che non ci sono solo le mazzette ma tante persone perbene e che faremo ogni sforzo per riportare legalità e anche ordine nell’azienda, con una riorganizzazione in cui ciascuno dovrà stare al posto che gli compete”. Così Giuseppe Norata commenta sul Giornale di Sicilia la sua deposizione come persona informata dei fatti che riguardano lo scandalo mazzette a Bellolampo.

L’inchiesta coinvolge Vincenzo Bonanno, ormai ex coordinatore tecnico della discarica di Bellolampo,e altri imprenditori. Ultima novità riguarda proprio Bonanno, beccato in flagranza mentre intascava una tangente dai titolari della Ec Ambiente srl, sarà licenziato dalla Rap. “Lo avevamo sospeso immediatamente – dice Norata al Giornale di Sicilia Ma nel momento in cui leggo che ha dichiarato, per giustificare il passaggio di denaro, di aver erogato consulenze per un fornitore esterno è chiaro che il rapporto di fiducia con Rap è rotto, aldilà di come andrà avanti la vicenda giudiziaria: deve andare a casa”.

Norata intanto per circa sei ore ha parlato con i magistrati della Dia che indagano. Il presidente Rap avrebbe confermato quanto denunciato in un esposto. “ritengo doveroso esporre fatti e circostanze che condizionano e continuano a condizionare l’operato della Rap, fatti in qualche caso straordinariamente inquietanti”.
Cos’ continuano a indagare i procuratori antimafia e potrebbero spuntare altri nomi nel corso dei prossimi giorni. “Presto ci saranno altre audizioni – aggiunge Norata -, certamente le vicende legate a Eco Ambiente e le fatture pagate alla società saranno materia di approfondimento e dunque di questo preferisco non parlare”. Il presidente chiede anche una moratoria di un anno. “Ci diano la possibilità di rimettere in ordine l’azienda – ripete – ma anche la città: dobbiamo impedire che riesploda l’emergenza”.