Sabato 9 novembre nella splendida cornice della sala Ducrot del Grand Hotel Piazza Borsa si è tenuto il convegno WOW Working On Woman, evento promosso dalla dottoressa Maria Rosaria Valerio, oncologo medico dell’Azienda Policlinico Paolo Giaccone dell’Università degli studi di Palermo e dalla dottoressa Giuseppina Scandurra, oncologo medico dell’azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania.

Donne per le donne, donne che curano le donne, donne fra le donne.
WOW è un esperimento, riuscito, in cui professioniste della Sanità si sono messe insieme per parlare dei tumori femminili per antonomasia, il carcinoma mammario ed ovarico. A trasparire non è solo la preparazione ma la sensibilità, la cura, l’interesse che le donne medico hanno verso altre donne, viste non solo come pazienti ma come altre professioniste, madri, mogli, artiste…donne.

Durante il convegno, il tumore della mammella metastatico è stato affrontato dal punto di vista tecnico scientifico, si è discusso delle nuove terapie innovative, personalizzate in grado di offrire lunghe sopravvivenze garantendo anche una buona qualità di vita, ma anche dal punto di vista delle associazioni delle pazienti che condividono con le donne il percorso di malattia e cura.

Francesca Catalano coinvolta con il doppio ruolo di presidente di ANDOS Catania, associazione che da oltre 15 anni offre un nido dove le donne operate al seno vanno a leccarsi le ferite e rinascere con progetti innovativi e creativi dal ballo, alla medicina narrativa, all’esperienza di cucina e di responsabile della creazione del PDTA regionale di senologia per la creazione delle Breast Unit, luoghi interamente dedicati alla cura del tumore mammario. Carmela Amato, presidente della associazione Serena a Palermo Onlus che ha istituito presso il Dipartimento oncologico della clinica “La Maddalena” La Stanza del sorriso “un luogo dove ritrovare se stessi oltre la malattia.

WOW ha visto la partecipazione fra le ospiti non siciliane della professoressa Marina Cazzaniga, responsabile europea della chemioterapia metronomica, e la professoressa Ketta Lorusso, esperta a livello mondiale di neoplasie ovariche, che con leggerezza e semplicità hanno portato le loro esperienze e conoscenze.

“La nostra mission – ha dichiarato Maria Rosaria Valerio – non è solo quella di offrire alle nostre pazienti terapie oncologiche innovative frutto di una corretta valutazione multidisciplinare e finalizzata ad ottenere il migliore risultato possibile ma anche quella di prenderci cura della persona attenzionando la sfera emozionale, intercettare e contenere se è possibile ansie paure, disagi, attraverso il supporto psicologico, iniziative e percorsi terapeutici riabilitativi che mirino a migliore l’umore e al recupero psicofisico e che solo con l‘associazionismo possono essere realizzate. Donne che attraverso percorsi artistici, un grande amore per la vita e altre storie personali condite di passione verso attitudini che avevano tralasciato ce l’hanno fatta a superare i momenti più difficili del loro carcinoma ovarico e mammario”.

Sulle loro testimonianze si è basata, dopo la sessione scientifica la seconda parte dell’evento organizzato del Provider Collage S.P.A.

A condurla la Dott.ssa Rossella De Luca psiconcologa del reparto di Oncologia Medica del Policlinico di Palermo, coordinatrice regionale dell’associazione Salute Donna e coordinatrice regionale della SIPO (società italiana di psiconcologia), hanno preso la parola le pazienti oncologiche.

Una selezione di donne colpite dal cancro ha quindi raccontato le proprie esperienze; andando dalla poesia, al canto, passando per l’uncinetto, il ballo e la psicologia; queste donne hanno sottolineato come è stato possibile convivere con la malattia.

Molto toccante è stato l’intervento di Monica, psicologa, che a 30 anni è stata colpita da questo male e con esso convive da oltre quindici anni grazie alle cure e alla sua fortissima forza di volontà.

Ha detto Monica davanti una foltissima platea commossa: “All’inizio ci si arrabbia, in effetti c’è una fase che ti devasta e io ero arrabbiata, ma dopo cinque anni ho metabolizzato il mio male e da tanti anni lotto, non contro di esso ma al suo fianco, è stato difficilissimo, ma posso affermare che oggi vivo una vita dignitosa e insieme alla mia oncologa, Maria Valerio, sono riuscita ad avere una buona qualità della vita. Ho sempre cercato, riuscendoci – ha proseguito – di non farmi annichilire dal cancro, inoltre grazie al mio lavoro cerco sempre di dare positività agli altri, di far vedere loro una luce nel buio. Insomma dicono di me che sono bella ‘tosta’, alla fine comunque credo che debba essere il paziente a decidere ogni giorno come vivere la malattia”.

Maria Rosaria invece ha raccontato di aver sempre vissuto nel mondo della prevenzione, ma ha affermato: “Nel mio caso c’è voluto tantissimo prima di avere una vera diagnosi. In ogni caso desideravo un figlio, così all’inizio non ho accettato il protocollo consigliatomi, mi sono quindi imbattuta in una clinica di Copenaghen e ho interrotto la cura, in modo che mi tornassero le mestruazioni, così da sola – intanto io e mio marito c’eravamo lasciati – ho provato ad avere un figlio, mi dissero che avevo una possibilità su un milione, in effetti la cura non attecchì, ma oggi sono felice di aver lottato con le unghie e con i denti per questo mio sogno”.

Nel corso dell’incontro sono intervenute altre donne che attraverso le loro attitudini – in un primo momento della propria vita messe da parte -, sono poi riuscite a recuperare la loro forza interiore per convivere, accettare e metabolizzare il cancro che in certi casi si è ripresentato più volte.

Emozionante l’intervento di Rosanna che ha ripreso a ballare il tango, ma anche a scrivere poesie, sabato ne ha recitata una sul tema della notte, poi è stata la volta di Tiziana che ha cantato “La Notte” di Arisa. Ed ancora, Angela che lo ha fatto con “L’emozione non ha voce” di Celentano, mentre faceva da sfondo sulla sala un grande un arazzo realizzato da tantissime artiste dell’uncinetto e che sarà donato al Policlinico con lo scopo di rendere più confortevoli le degenze delle pazienti oncologiche.

La serata si è conclusa con dei balli di gruppo dove Clelia, Giustina, Mery, Vincenza, Maria e Anna Maria coordinati da Antonella Messana, maestra di ballo si sono esibite insieme al corpo di ballo, infine è stata la volta di un pezzo simbolico e attinente all’evento, “Si può dare di più “ di Tozzi, Morandi e Ruggeri cantata dai medici e da tutte le partecipanti, con una grande e inarrestabile commozione del pubblico.

A dare il suo contributo non scientifico ma molto apprezzato e partecipato è stata inoltre l’avvocato Sara Bartolozzi che è intervenuta sul tema dei diritti e dei doveri.