A Petralia Soprana, in provincia di Palermo, un successo internazionale la quinta Biennale di Scultura di Salgemma. È un bilancio positivo, quello che tracciano gli organizzatori kermesse appena chiusa a Petralia Soprana, borgo più bello d’Italia, su iniziativa delle Associazioni SottoSale ed Arte e Memoria del Territorio, n collaborazione  con la Società Italkali e la direzione artistica dello storico dell’arte Alba Romano Pace.

Il fitto parterre di sponsorizzazioni e patrocini istituzionali, e l’attenzione della stampa nazionale ed internazionale, hanno confermato la crescita del progetto che, da appuntamento imperdibile per gli appassionati di arte e natura provenienti da tutta Italia, punta ad un palcoscenico sempre più vasto, ben oltre i confini della Sicilia e d’Europa.

Sei artisti – Badriah Hamelink (Olanda), Dalya Luttwak (Stati Uniti), Tancredi Mangano (Milano), Maziar Mokhtari (Iran), Setsuko (Giappone) e Rossana Taormina (Palermo) per una settimana hanno scolpito grossi massi di salgemma nel cortile antistante la settecentesca Villa Sgadari, messa a disposizione dall’Ente Parco delle Madonie,   in un confronto con sé stessi e col salgemma, mentre mostre ed istallazioni sono state allestite all’interno della dimora storica. Il Museo di Arte Contemporanea Sottosale, che all’interno della Miniera Italkali di Raffo custodisce le opere delle precedenti edizioni, ha ospitato performance e concerti musicali, tra cui splendide esibizioni di arpa e lirica e, fatto nuovo, i Notturni in Miniera, con spettacoli protrattisi sino alla sera.

“Quest’anno – ha affermato la direttrice artistica Alba Romano Pace – la Biennale ha assunto un format nuovo, affiancando alla scultura del salgemma anche le istallazioni, per dare un taglio ancor più contemporaneo alle opere che andranno ad arricchire la collezione del Museo di Sculture di Salgemma dentro la Miniera Italkali”.

In centinaia hanno prenotato la visita al Museo di Arte Contemporanea SottoSale. Le visite proseguiranno tutti i sabati dalle 9 alle 14. All’interno del museo, curato fuori dai turni di lavoro con amore e dedizione da alcuni degli stessi operai dell’Italkali, ancora sino a settembre  sarà possibile ammirare  una suggestiva istallazione di Giacomo Rizzo, “Io é un altro” che inneggia all’apertura verso la differenza ed all’accoglienza della diversità.

Tra le altre iniziative, una serata dedicata all’osservazione delle stelle  e due dibattiti, uno su I diritti dell’Infanzia con l’esperienza del villaggio Cerasella che Padre Calogero La Placa realizzò per i bimbi con un quoziente intellettivo superiore alla media, e per i diritti dei lavoratori con una toccante commemorazione della figura di Epifanio Li Puma.