In merito alle dichiarazioni di ieri dello storico Carlo Ginzburg sulla borsa di studio intitolata a Giuseppe Maggiore, rettore alla fine degli anni Trenta del Novecento, l’ateneo di Palermo precisa che “il premio in questione è stato istituito alla sua morte in seguito a un lascito della famiglia, ma non viene più assegnato da oltre dieci anni”.

Ginzburg, nel corso della conferenza stampa sull’assegnazione del premio letterario Tomasi di Lampedusa al suo libro, “Nondimanco”, ha chiesto che l’ateneo cancellasse la borsa di studio, viste le posizioni razziste del giurista, condensate in un libro del ’39, “Razza e fascismo”.

“In generale – sottolinea la nota – l’università condanna fermamente il razzismo e ogni forma di discriminazione, stigmatizzando in primo luogo proprio la subordinazione che ebbero i vertici accademici in un momento buio e drammatico del nostro Paese come quello della promulgazione delle leggi razziali del 1938, coeve al mandato rettorale di Maggiore”.

Fu in questo contesto che dall’ateneo furono espulsi cinque docenti, tra cui il Nobel Emilio Segrè a cui UniPa ha recentemente intitolato il dipartimento di Fisica e Chimica. UniPa – conclude la nota – ha un rapporto costante e culturalmente proficuo con la comunità ebraica, di cui ospita ogni anno la Festa delle luci, e organizza periodicamente importanti iniziative e attività sul fronte della tolleranza e del rispetto”.