“Esprimiamo apprezzamento alla DIA per l’arresto del latitante Leonardo Badalamenti frutto di una collaborazione internazionale di magistratura e forze dell’ordine per l’operazione di arresto svoltasi ieri a Castellammare del Golfo e manifestiamo la nostra solidale condivisione con l’impegno del sindaco, Giangiacomo Palazzolo e dell’intera comunità cittadina”. Lo dice Leoluca Orlando, presidente di ANCI Sicilia intervenendo sulla vicenda relativa all’assegnazione del casolare in contrada Uliveto a Cinisi.

Ieri è stato arrestato nella notte dalla Dia a Castellammare del Golfo Leonardo Badalamenti, uno dei due figli del boss Don Tano, che in questi ultimi giorni era stato denunciato dai carabinieri per essersi reimpossessato di un casolare in contrada Uliveto a Cinisi, senza attendere i provvedimenti di notifica. Il figlio del boss di Cinisi ha avuto restituito dai giudici della corte di assise il bene finito per errore nella confisca. Senza attendere un solo minuto ha rotto il catenaccio ed è entrato in possesso del bene.

Nei confronti di Leonardo pendeva, infatti,  un mandato di cattura internazionale emesso dall’autorità giudiziaria di Barra Funda in Brasile con l’accusa di associazione criminale finalizzata al traffico di stupefacenti e falsità ideologica. Un provvedimento emesso nel 2017, ma solo di recente se n’è avuta notizia in Italia. Neanche Badalamenti ne era a conoscenza, viveva con la madre in provincia di Trapani, di tanto in tanto si vedeva anche a Cinisi, la sua città d’origine.

Utilizzando questo provvedimento la Dia ha fatto scattare le manette. Non lo ha certamete aiutato l’episodio di venerdì scorso quando Leonardo Badalamenti si è reso protagonista del tentativo di rientrare subito il possesso dei beni di famiglia. da quella vicenda era nato uno scontro violentissimo con il sindaco di Cinisi Giangiacomo Palazzolo tanto che erano dovuti intervenuti i carabinieri per farlo sloggiare.