Tornano in piazza domani a Palermo i lavoratori Almaviva. Si ritroveranno dalle 9,30 davanti la Prefettura, in via Cavour, per protestare contro i tagli agli stipendi e al personale.
La mobilitazione si terrà in concomitanza al tavolo tecnico che avrà luogo al Mise.

Per i lavoratori Almaviva il futuro è sempre più incerto. Da tempo chiedono maggiori tutele che tardano ad arrivare, e le prospettive, fornite dall’azienda, non sono certo buone.

Come scrive il Giornale di Sicilia di oggi, le notizie comunicate ieri dall’azienda nella sede di Sicindustria ai sindacati, e relative alla sede di Palermo, non fanno ben sperare. I dati economici riguardanti il semestre gennaio-giugno 2019, fanno evidenziare una perdita di 5,7 milioni di euro con un incremento degli esuberi di 300 unità. In tutto, nella sede di Palermo, sono a rischio 1600 lavoratori su un totale di 2800 addetti.

Come se non bastasse, i committenti, hanno annunciato un calo dei volumi di traffico da settembre in poi, quindi Almaviva ha confermato l’intenzione di aprire l’apertura della procedura di mobilità ancora a settembre.

Lavoratori e sindacati sperano ancora e chiedono al governo nazionale, è questo lo scopo della manifestazione di domani, di intervenire sulla delicata vertenza e porre un freno al calo di volumi di traffico delocalizzato all’estero, con percentuali che superano il 60%.

I sindacati denunciano ancora “nessuna trasparenza sui contratti commerciali con i maggiori committenti, Wind e Tim, per il rispetto delle tariffe minime stabilite dalla legge”. Sollecitata l’attivazione di un tavolo istituzionale con il governatore Musumeci e il sindaco di Palermo per approdare a soluzioni che permettano di evitare i licenziamenti.

“Continuiamo a essere molto preoccupati. L’appuntamento di domani al ministero è assolutamente necessario ma si tratta di un incontro generico sul settore. Non si intravede ancora nessuna soluzione per risolvere il dramma dei 1600 esuberi annunciati da Almaviva – dichiara il segretario generale Slc Cgil Palermo Maurizio Rosso – Pensiamo che quelle indicate dalla Slc Cgil, la lotta alle delocalizzazioni, la certezza dei contratti e il fondo strutturale siano le uniche azioni per poter risolvere i problemi di questo settore e soprattutto di Almaviva”.

Aggiunge Maurizio Rosso: “Continuano a non arrivare risposte neanche da parte della Regione siciliana. Il destino di 4500 famiglie siciliane non può assolutamente essere lasciato al caso ma c’è bisogno di un progetto e di una politica industriale seria per questo che ormai è il lavoro del futuro e dei servizi”.

“Lanciamo un grido d’allarme a tutte le istituzioni – prosegue il segretario Slc Cgil Palermo Maurizio Rosso – perché capiscano quanto seria è la crisi di questa azienda e di tutto il comparto dei call center. Ad Almaviva chiediamo un impegno di sviluppo, investimenti concreti, il rinnovamento delle attività a Palermo e un futuro di lavoro pregiato sempre più legato all’information technology”.

(foto di repertorio)