Una grave aggressione ai danni di un assistente di polizia penitenziaria ha riacceso i riflettori sulla drammatica situazione in cui versa l’istituto penale per i minorenni (Ipm) di Palermo. L’agente è rimasto ferito alla testa nel tentativo di spegnere un incendio appiccato da un giovane detenuto. La denuncia arriva direttamente dal sindacato Osapp, che dipinge un quadro di profonda crisi gestionale e strutturale all’interno della struttura minorile.
L’aggressione e la ferita alla testa
L’episodio si è verificato durante il servizio, quando un detenuto minorenne, già noto per precedenti aggressioni verbali, ingiurie e minacce, ha dato fuoco ad alcuni oggetti. Nel tentativo eroico di domare le fiamme e mettere in sicurezza la sezione, l’assistente di polizia penitenziaria è stato colpito violentemente dal giovane. L’agente ha riportato una grave lesione nella zona occipitale, che ha richiesto il trasporto in ospedale e l’applicazione di diversi punti di sutura. Secondo quanto riferito dall’organizzazione sindacale, il soggetto in questione avrebbe mostrato ripetutamente una totale refrattarietà al trattamento educativo in atto.
Turni interminabili e sicurezza minima
Al danno della violenza fisica si aggiunge quella che il sindacato definisce come una vera e propria beffa morale per il personale. L’Osapp denuncia un ambiente lavorativo in cui i diritti minimi dei lavoratori non verrebbero garantiti, con una costante violazione delle soglie di sicurezza. Gli agenti si trovano a dover gestire turni interminabili, spesso prolungati ben oltre l’orario stabilito, e con carichi di lavoro non più sostenibili. In alcune occasioni, i turni pomeridiani e notturni sarebbero composti da sole tre unità, talvolta con personale limitato da prescrizioni mediche. Questa carenza cronica di organico starebbe portando i poliziotti allo sfinimento, privandoli persino del diritto alle pause fisiologiche e alimentando, di conseguenza, le assenze per malattia.
Le disparità nei provvedimenti disciplinari
Un punto centrale della protesta sindacale riguarda l’applicazione delle sanzioni disciplinari e l’allontanamento dei detenuti facinorosi. L’Osapp richiama la circolare ministeriale numero 3701/6151 del 3 aprile 2023, firmata dal capo del dipartimento, che impone linee d’intervento rigorose per contrastare le aggressioni al personale. Il sindacato accusa la direzione dell’Ipm e il centro per la giustizia minorile (Cgm) di adottare due pesi e due misure. Secondo la nota sindacale, quando l’azione criminosa lede figure di vertice, l’allontanamento del responsabile avviene nel giro di poche ore. Al contrario, quando a subire le violenze è il personale di prima linea, i detenuti rimarrebbero nella struttura, continuando a minacciare e beffeggiare gli agenti feriti. Inoltre, viene segnalato che l’istituto sarebbe ancora sprovvisto di locali idonei per l’isolamento sanitario e disciplinare, costringendo i sanzionati a scontare le punizioni nelle normali stanze di pernottamento insieme ai compagni.
L’emergenza sanitaria e l’assenza del medico h24
La sicurezza interna è ulteriormente compromessa dalle carenze dell’assistenza sanitaria. A differenza del passato, dalle ore 20:00 il medico non sarebbe più presente in istituto. A causa della frequente irreperibilità del servizio di continuità assistenziale di Palermo, ogni disturbo sanitario richiede l’intervento del 118. Le ambulanze, tuttavia, giungerebbero quasi sempre sprovviste di medico a bordo, obbligando il personale di polizia a continui e complessi accompagnamenti presso il nosocomio più vicino, sguarnendo così la sorveglianza interna.
La richiesta di interventi urgenti e il riesame del protocollo
Di fronte a un punto di non ritorno, l’Osapp ha chiesto ufficialmente la convocazione del tavolo delle trattative per la revisione del protocollo d’intesa locale (Pil), scaduto l’anno scorso nella sua verifica annuale, e il suo adeguamento al nuovo protocollo d’intesa regionale (Pir). Il sindacato esige una ricognizione straordinaria e urgente di personale maschile di polizia penitenziaria e l’adozione immediata di tutele reali per i lavoratori. La nota, che suona come un duro atto d’accusa verso la dirigenza locale, è stata inviata per conoscenza anche al presidente del dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, Antonio Sangermano, affinché intervenga direttamente per sanare la gestione dell’istituto palermitano.






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