• Testimonianza in aula di una insegnante sugli abusi ai danni di una ragazzina
  • Sotto processo c’è un uomo, di Avola, che avrebbe approfittato della vittima
  • La minore ha raccontato tutto alla sua docente

“Ho incontrato la ragazzina nel corridoio della scuola e dopo essersi messa a piangere mi ha raccontato della violenza subita”.

La testimonianza dell’insegnante della vittima

E’ la testimonianza resa da una insegnante di una scuola di Avola ai giudici del Tribunale di Siracusa dove è in corso il processo per  abusi sessuali nei confronti di un avolese, finito in un’inchiesta della Procura di Siracusa dopo una denuncia al commissariato di polizia.

Gli abusi dell’amico di famiglia

La vicenda risale a qualche anno fa ma la vittima solo negli ultimi mesi si sarebbe aperta, parlando con la sua insegnante, che, rispondendo alle domande del pm, ha ricostruito quei presunti abusi, sulla scorta di quanto le avrebbe raccontato la vittima.

L’imputato è un conoscente della famiglia della minore  ed in quell’occasione si sarebbe recato a casa loro per delle riparazioni, salvo poi chiedere alla ragazzina di recarsi con lui per fare degli acquisti.

Minacciata con un coltello

Nessuno avrebbe pensato male, fatto sta che avrebbe portato la vittima in prossimità di alcuni terreni, e ridosso del cimitero. La testimone ha anche spiegato che la minorenne non sarebbe entrata nei dettagli della presunta violenza ma le avrebbe raccontato di essere stata minacciata con un coltello.

Il racconto dell’insegnante

L’insegnante ha anche precisato che la minore le avrebbe detto di essersi resa conto di quell’abuso solo negli anni successivi, quando era abbastanza matura da comprendere cosa avesse subito. Secondo quanto emerso nella testimonianza della docente, le violenze sarebbero state ripetute ma la ragazzina non ne avrebbe mai parlato in famiglia, forse per la vergogna.

I messaggi alla ragazzina

Nel corso del dibattimento, il pm ha mostrato delle foto riguardanti dei messaggi da parte dell’imputato rivolte alla minore, che avrebbe definito “gioia mia”. “Quando mi ha raccontato tutto ha iniziato a piangere e la mascherina che indossava era piena di lacrime” ha detto in aula la testimone.