Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Siracusa, Carmen Scapellato, ha disposto il rinvio a giudizio di Rosalba Panvini, 67 anni, ex Soprintendente di Siracusa. Deve rispondere di abuso d’ufficio, minacce e violenza ad incaricato di pubblico servizio e la prima udienza è fissata per il 10 giugno del prossimo anno. Secondo quanto ricostruito dall’accusa, avrebbe compiuto delle prevaricazioni ai danni di alcuni dipendenti, come nel caso del dirigente dell’Unità operativa di base- sezione per i beni archeologici: in una disposizione di servizio del 19 febbraio del 2018, l’ex  Soprintendente di Siracusa avrebbe “avocato a se tutte le competenze relative al rilascio ed al diniego di provvedimenti autorizzatori o di altri provvedimenti che verranno individuati nel corso dell’attività istituzionale”. In sostanza,  “intenzionalmente  procurava un danno” al funzionario “consistente nel demansionamento”.

Inoltre, secondo quanto sostenuto dalla Procura di Siracusa, che ha coordinato le indagini,  l’ex  Soprintendente di Siracusa avrebbe costretto un’altra funzionaria a redigere “la relazione del sopralluogo effettuato il 9 agosto del 2017 presso contrada Marianeddi di Vendicari in modo tale che non fosse menzionato l’elevato rischio archeologico dei lavori, con atti reiterai consistiti nell’inveire contro la funzionaria e nel prospettare procedimento disciplinare a suo carico e degli altri funzionari del servizio archeologico ove ella avesse inserito nella relazione dell’elevato interesse o rischio archeologico”.

Sulla vicenda è intervenuto lo studio legale di Rosalba Panvini

“La Prof.ssa Rosalba Panvini, in relazione -si legge nel documento dell’avvocato Nicola Condorelli Caff -al rinvio a giudizio disposto dal GUP del Tribunale di Siracusa, confida nella Giustizia avendo massima fiducia nella Magistratura. Dimostrerà in giudizio la correttezza del proprio operato e l’estraneità a qualsiasi condotta di rilevanza penale così come già riscontrato dagli ispettori il 24/7/2018:“la Soprintendente ha ritenuto di avocare i provvedimenti al fine di salvaguardare l’amministrazione in tutti quei casi in cui i destinatari (i privati) dei provvedimenti, a parere del Soprintendente, venivano onerati dell’obbligo di nomina di un archeologo esterno come previsto dal D.L 50/2017”; dall’UDP Funzione Pubblica della Regione Siciliana che in data 14/9/2018, che ha archiviato nei suoi confronti un procedimento disciplinare sporto dagli odierni querelanti e dall’ANAC che il 20/6/2019, ha archiviato il procedimento avente ad oggetto i medesimi fatti”.