L’agenzia del Demanio ha deciso di sfrattare la sede dell’Avis di Siracusa, in via von Platen ed ora si apre un grosso problema sanitario. Per il consigliere comunale di Fratelli d’Italia di Siracusa, Paolo Cavallaro, “il rischio di  è quello di determinare una drastica riduzione dell’attività di raccolta del sangue“.

L’appello

L’esponente politico, intervenuto con una nota,  ha lanciato un appello. “Rivolgo un appello a tutti gli enti che, direttamente o indirettamente, subiranno le conseguenze della chiusura della sede dell’associazione del terzo settore, cioè a dire in primo luogo l’Amministrazione comunale, che ha il dovere di tutelare la salute dei cittadini, e l’Asp di Siracusa, per l’importante supporto che l’Associazione offre nell’attività di raccolta del sangue”.

Il sindaco

Sulla vicenda della sede Avis a Siracusa, è intervenuto il sindaco Francesco Italia “Il provvedimento temuto alla fine è arrivato. Nelle prossime settimane l’Avis di Siracusa dovrà lasciare la sua sede perché il Demanio statale, senza avere manifestato apertamente la ragione, ha deciso di non rinnovare la locazione lasciando così la città priva di un importante presidio sanitario”.

Le conseguenze

Per il sindaco le conseguenze rischiano di essere devastanti, soprattutto per gli ospedali. “Per non parlare delle persone fragili che certo non possono subire gli effetti di una burocrazia miope e lontana dai bisogni dei malati.
​Ogni estate arrivano puntuali gli appelli dell’Avis, segno che le banche del sangue, in una terra che non riesce ad allineare le proprie donazioni con quelle di regioni virtuose, sono costantemente in sofferenza”. aggiunge il sindaco.

“Incomprensibile silenzio del Demanio”

“Incomprensibile, poi, è il silenzio del Demanio statale davanti a una legittima richiesta di accesso agli atti da parte dei diretti interessati” dice Italia che annuncia un suo intervento verso l’ente. “​Senza voler alimentare allarmismi, ritengo che la situazione richieda un immediato intervento. Mi farò parte attiva verso il Demanio per trovare una soluzione soddisfacente per tutti ed evitare l’epilogo annunciato dai fatti”.