Bufera al comune di Siracusa dopo il voto di ieri sera del Consiglio comunale che ha bocciato il bilancio consuntivo del 2018. Una decisione che, nelle prossime ore, potrebbe tradursi con lo scioglimento dell’assemblea mentre l’approvazione della manovra economica sarebbe delegata ad un commissario scelto dalla Regione.  Resterà, comunque, in carica l’amministrazione comunale anche se l’opposizione chiede a gran voce le dimissioni del sindaco Francesco Italia.

“Un bilancio che riflette una politica di spesa fallimentare, illegittimo perché privo di documenti necessari, come i bilanci delle società partecipate, con un parere parzialmente negativo del collegio dei Revisori, su tempi e modi, in cui il sindaco ha utilizzato il proprio fondo di riserva” sostiene Ezechia Paolo Reale, leader di Progetto Siracusa, consigliere comunale e rivale di Italia nel ballottaggio del giugno del 2018.

Oltre a Reale, ad invocare le dimissioni è un altro pezzo di opposizione, rappresentato da Salvatore Castagnino, vicino all’ex parlamentare regionale Enzo Vinciullo. “Se avessero bocciato il bilancio preventivo non sarebbero state necessarie le dimissioni del sindaco, ma avendo bocciato il conto consuntivo, di fatto hanno bocciato l’attività amministrativa del sindaco a cui, sfiduciato, non resta che la via dell’onore e cioè quella delle dimissioni.

Chiamato in casa, il sindaco Francesco Italia, attacca senza mezzi termini i suoi detrattori.

“Ieri sera – spiega Italia –  è andato in scena forse l’ultimo di questi spettacoli indecorosi, degni delle peggiori puntate del Bagaglino e interpretate magistralmente da chi da 15 anni utilizza i banchi del consiglio comunale e non solo, per i propri show personali infarciti di insulti, contumelie e menzogne di ogni sorta”

“L’eventuale decadenza del consiglio, rappresenterebbe un vulnus – dice Italia –  che la città non merita, che non meritano i nostri concittadini, che non merita chi crede nella politica come servizio alla comunità. Sarebbe il frutto avvelenato del populismo dilagante, purtroppo anche a Siracusa, del clima odio innescato e alimentato ad arte in questi mesi a causa di astio e rancori personali e contro il quale, non a caso, ho rivolto accorati appelli fin dal mio insediamento”.