“Non abbiamo mai smesso di amministrare, continuiamo e continueremo a farlo”. Lo ha detto il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, nel corso della conferenza stampa da lui convocata poche ore dopo il pronunciamento del Cga di Palermo che lo ha fatto tornare in carica, seppur in modo temporaneo in attesa della sentenza del 15 gennaio, dopo la decisione del Tar di Catania di annullare la sua proclamazione a sindaco , in virtù delle presunte irregolarità emerse nel conteggio dei voti in 9 sezioni alle amministrative del 2018. Insieme a lui c’era tutta la sua giunta, tra cui il vicesindaco, Pierpaolo Coppa, a capo dello staff legale promotore dell’appello al Cga.

“Non ci sono stati brogli a Siracusa – ha detto il sindaco di Siracusa, Francesco Italia –  ed i 4 mila voti, al centro della sentenza del Tar, sono validi. Ci sono state delle irregolarità formali, mi rifiuto di pensare che i presidenti dei seggi e gli scrutatori siano dei delinquenti. La nostra non è una città di delinquenti e chi cerca artatamente di dimostrare l’esistenza dei brogli è stato già smentito dal Tar. In ogni caso, se ne è certo dica, con chiarezza, chi li avrebbe commessi e per conto di chi. Rivolgo la mia solidarietà ai presidenti di quelle 9 sezioni, che hanno lavorato per ore ed ore senza interruzioni. Che sia stati commessi degli errori, anche macroscopici, ma è umano ed accade in tutte le consultazioni elettorali”.

Ma si resta in attesa del 15 gennaio: in quell’occasione, il Cga deciderà se ha ragione Italia, per cui non si sono verificate irregolarità tali da dover rifare le elezioni, almeno in 9 sezioni come disposto dal Tar, o Ezechia Paolo Reale, lo sfidante del Centrodestra al ballottaggio del 2018,  che sostiene, invece, la sussistenza di violazioni in moltissime sezioni, al punto da aver chiesto, nel suo appello al Cga, l’annullamento del voto in altre 10 sezioni. Il sindaco, comunque, avrà sulla sua testa, fino a quella data, questa spada di Damocle

“Ero sereno prima e resto sereno adesso – ha detto il sindaco di Siracusa – anche perchè il nostro lavoro continua. Non ho alcun obiettivo personale  solo il bene della città che ha davanti priorità importanti. Ci sono scelte, sotto l’aspetto amministrativo, che toccano alla politica, non ad un commissario, come ho avuto modo di spiegare al presidente della Regione, Nello Musumeci ed al ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano“.