Un terremoto giudiziario e politico si è abbattuto sul comune di Siracusa dove si tornerà a votare, ma solo in 9 sezioni, dopo la decisione del Tar di Catania di disporre ” l’annullamento della proclamazione a sindaco di Siracusa di Francesco Italia, eletto nella coalizione di Centrosinistra al ballottaggio il 24 giugno del 2018.

Ha avuto ragione l’esponente del Centrodestra, Ezechia Paolo Reale, sconfitto nel confronto diretto con Italia, che aveva fatto ricorso ai giudici amministrativi ritenendo che fossero state commesse delle irregolarità nelle operazioni di scrutinio.  In effetti, nella sentenza il Tar evidenzia che si sono verificate delle “illegittimità nelle operazioni elettorali del Comune di Siracusa svoltesi in data 10 giugno 2018 limitatamente alle sezioni n. 14, 20, 46, 61, 75, 95, 99, 116 e 123”, per cui si è deciso di disporre “l’annullamento dei verbali dell’Ufficio Elettorale centrale di Siracusa di ammissione al ballottaggio per l’elezione a sindaco dei candidati Italia e Reale, di proclamazione a sindaco del candidato Italia e di proclamazione degli eletti a consiglieri comunali del Comune di Siracusa”.

Un pronunciamento, quello del Tar, che arriva dopo lo scioglimento del Consiglio comunale a causa del voto contrario dell’aula al bilancio consuntivo del 2018. Nei giorni scorsi, è anche arrivato il commissario, inviato dalla Regione, mentre il sindaco, Francesco Italia, invitato dall’opposizione a dimettersi, ha fatto spallucce, dichiarando di voler inaugurare una nuova stagione politica ed amministrativa. E poco prima della sentenza del Tar, Italia ha incontrato il rettore di Catania, al palazzo Vermexio. Un vertice “da cui emersa la volontà di consolidare le relazioni in chiave di un potenziamento della presenza universitaria” ha svelato il primo cittadino di Siracusa, ancora ignaro  della decisione dei giudizi amministrativi che, di fatto, lo hanno proiettato in campagna elettorale.

Nel dispositivo, è indicato che “la sentenza venga trasmessa al sindaco del Comune di Siracusa, al prefetto di Siracusa e al Dipartimento delle Autonomie Locali dell’Assessorato regionale delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica della Regione Siciliana”.

Un precedente analogo si è verificato, ancora una volta nel Siracusano, in occasione delle elezioni per il rinnovo dell’Assemblea regionale siciliana del 2012. Dopo un ricorso presentato dal deputato regionale Pippo Gennuso, a seguito della sparizione dal tribunale di Siracusa di alcuni plichi contenenti schede elettorali, il Cga dispose nell’ottobre del 2014 una mini tornata elettorale in 9 sezioni, tra Rosolini e Pachino, al termine della quale, Gennuso trionfò, a scapito dell’ex deputato nazionale Pippo Gianni,  adesso sindaco di Priolo. Ma su quel ricorso ne è nata un’inchiesta giudiziaria, culminata con l’arresto di Gennuso e di 3 giudici.